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il Cuore e la Voce - Comencini e Massimo Rossi

di littlecorner.it (17/04/2007 - 17:16)

La scomparsa di Comencini, nei giorni scorsi, mi ha riportato indietro. Non mi piacciono, se non Montalbano, che è fatto con rigore, consta di una sceneggiatura notevole e rispetta il pubblico, le produzioni televisive degli ultimi dieci-quindici anni. Le considero inguardabili. Cuore, invece, fu bello. Altro livello anche rispetto a più recenti, quanto meno imbarazzanti, rivisitazioni.
Fu bello per tante ragioni. La sceneggiatura, firmata assieme a Suso Cecchi d'Amico. La scelta di inserire i racconti come filmati, in color seppia. L'umanità che si scelse di dare a Franti e l'interpretazione di Valeria d'Obici. La de Sio. L'ultima interpretazione di de Filippo. Il tocco soffuso della recitazione di Dorelli. Le musiche. E, straordinaria, secondo me, la scelta di rendere la storia in retrospettiva, attraverso Enrico adulto. Laurent Malet, doppiato da Massimo Rossi. Quel tocco impreziosisce tutto, avviando a percepire il racconto attraverso il sale amaro del ricordo, di quello che è stato e non torna.
Chi non ricorda la partenza, in stazione? Le rade parole, l'imbarazzo, i silenzi sospesi, tra il vecchio maestro e l'allievo.
Chi non ricorda, nell'ultima puntata, le trincee in notturna e Massimo Rossi imprecare "Merda!"
E quell'addio, lungo i binari. Quando Enrico adulto trova il coraggio di confessare all'antico insegnante "Sono socialista..." e Dorelli, quasi sottovoce, ammette "Anche io..."
Che bella, quell'ultima scena...

P.S. Perdonate le imprecisioni. Vado a memoria...

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