È inutile fuggire...
Siamo proprio sicuri? Ma sicuri sicuri?
Non è che, al suo solito, il nostro alcoolico Grandier ha sparato l'ennesima della sua lunga serie?
Una delle più grandi cazzate degli ultimi 220 anni?
No, dico, pensiamoci bene: quante volte non sarebbe meglio lasciar proprio perdere, non farsi coinvolgere da storie che distruggono, per quanto ci si senta - e le ragioni possono essere le più varie, siamo onesti - coinvolti?
Fuggire può essere una sanissima via d'uscita, altro che! Scappare a gambe levate! Di gran carriera: avete presente quando Paperino corre e le zampe gli diventano tipo ruote? Ecco...
Poi, povero caro, sono sicura che - ma lui questo forse non lo immagina - gli basterebbe darsi alla fatidica fuga e troverebbe schiere di fanciulle pronte a fargli dimenticare la problematicissima bionda. O forse è lui, quello problematico, che fantastica d'amore e morte, e incasina un paio di vite altrimenti programmate a tavolino...
Misteri...
Fatto sta che, se non si fosse proposto lui, presumibilmente Oscar non l'avrebbe mai preso in considerazione. E, così, ha messo su un bel casino.
Una sana fuga, dicevamo...
Il fatto è che accettare l'idea della fuga - e, con essa, della sconfitta dei sentimenti - è dura. Forse è più semplice restare lì, come un pirla, a fare il bravo ragazzo, travolto dagli eventi.
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