Una scalinata in selci
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Ieri ho letto una mail che mi hanno girato.
Non è che non lo sapessi, è che, certe volte, si preferisce dimenticare. Perché è tutto di una tristezza così abissale e ti domandi cosa puoi fare, se non riesce a fare chi ha potere.
Iniziava con un decoder, quella lettera. Un banale recupero crediti. Procedura ordinarissima, odiosetta, anche, che, stavolta, incappa in qualcosa di imprevedibile.
E ne viene fuori un dialogo intenso, a due voci. La tristezza, il rimpianto, l'incredulità, lo stupore.
Risalta la dolcezza del ricordo, di chi ha vissuto a L'Aquila, e di chi l'ha conosciuta in viaggio. La partecipazione, a distanza, di chi, incredulo, cerca di immedesimarsi non solo nell'aver vissuto quella tragedia, ma nella realtà terribile che, dopo oltre un anno di distanza, le cose siano ancora così.
Scorci bellissimi, come quella descrizione che dice
"Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dalDuomo verso la basilica di Collemaggio.E mi sale il groppo alla gola.Le dico che abitavo proprio là."
In questo dialogo tra due estranee, che in comune hanno solo un nome, un ricordo, una città.
La protesta, vibrata, "Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio, Leracconto che però i ladri ci vanno indistrurbati."
L'assurdo della burocrazia che chiede ICI su immobili distrutti, delle banche che esigono mutui su case che non esistono più. Le tasse da pagare, comunque, i prestiti da rimborsare, uno Stato che sembra esserci solo per devastare, ulteriormente, chi ha già sofferto a sufficienza ed oltre. Dov'è lo Stato quando deve erogare contributi? Passano anni, si sprecano, se non sono inesistenti, fondi, le vite trascorrono nell'attesa non più neanche speranzosa. E, però, questo Stato corre a chiederti tasse e contributi, anche quando non puoi, materialmente, oggettivamente, avere di che dare. Come si può?
Sa di presa in giro.
Sa di Italia.
E, infatti, si legge di affitti triplicati senza controllo.
Dall'altro lato, la voce protesta:
" Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo, nonpotete restare così.Chiamate i giornalisti televisivi, dovete dirglielo,chiamate lastampa,devpno scriverlo."LORO NON SCRIVONO, NOI CERCHIAMO DI FACCIAMO GIRARE
E, quindi, io cerco, per quello che posso, di far conoscere.
Qualcosa ne sapevamo.
Ci sono colleghi che avevano comprato casa per il matrimonio. Quella casa non esiste più. E' il vuoto. Fisico. Delle speranze. Dei ricordi. Dei progetti.
Un vuoto fitto di inganni.
Inganna il tempo. Che passa, giorno dopo giorno. Ti lascia una speranza. Poi, ti volti indietro. Scopri quanto tempo è passato. Guardi avanti. Ti chiedi quanto ancora deve trascorrerne. E il vuoto resta. Ti domandi dove siano le promesse. Gli impulsi a fare. I farò dirò vedrò. Noi italiani siamo abituati. Noi del Centro, forse, ancora di più, adusi come siamo a non essere considerati, presi tra lo sprint del Nord e i problemi di sempre del Sud. Qua ci sono i terremoti, le frane, gli incendi e le alluvioni, e noi tiriamo avanti.
L'Aquila è città colta, di storia. L'Abruzzo è una regione bellissima.
Noi, vicini di terra, noi che, quando possiamo, facciamo una scappata al Parco Nazionale, a Sulmona, a Pratola Peligna, noi che abbiamo persone vicine che lavorano proprio un quelle zone, noi sappiamo quanto bella e ricca sia quella zona. E guardiamo con tristezza a questa catastrofe, immane, che ha portato via vite, tutto.
La casa è un diritto.
Dovrebbe esserlo.
Dovrebbe esserlo anche vivere dignitosamente. Poter riaccedere alle proprie cose. Il ladro, che non ha regole, vi accede, libero. Il proprietario, rispettoso di esse, no. Sarà un caso? E' vero, di fronte alla natura, agli scherzi crudeli e cattivi che fa, non esiste diritto.
Però, per gli esseri umani (???), per chi promette, per chi ha incarichi istuzionali e li ricopre, ammantandosi di quella veste, il diritto, gli impegni assunti, esistono. Chi ha il potere non deve dimenticare che esso è prima di tutto un servizio verso chi quel potere gli ha delegato, col diritto di voto (democrazia rappresentativa), verso chi, con le proprie tasse, gli paga l'incarico. Un servizio per il bene pubblico, e non solo, dunque, un munus.
Spero che questa ragazza possa trovare almeno un conforto nella partecipazione umana. E, per come è l'Italia, spero che almeno quel recupero crediti si blocchi. Sarebbe un'ulteriore beffa, inutile, e neanche ci sorprenderebbe, purtroppo.
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