Archivio Aprile 2010
Pagine:
Neverending File Stealing
di littlecorner.it (08/04/2010 - 00:29)
Una solerte lettrice non manca di segnalare indefessamente file stealing che ci riguardano.
Certi comportamenti fanno venire voglia di non postare più niente!
http://www.youtube.com/watch?v=bAXnpZVzUfw&feature=related
http://dlgmldud97.egloos.com/228162
http://mangamaniastream.kazeo.com/?page=rubrique&idr=92721&pa=45
http://italiangals.spaces.live.com/ (questa ha fatto manbassa)
http://lady-oscar.xooit.fr/t306-Poeme-d-une-Reine.htm
http://www.youtube.com/watch?v=bAXnpZVzUfw&feature=related
http://dlgmldud97.egloos.com/228162
http://mangamaniastream.kazeo.com/?page=rubrique&idr=92721&pa=45
http://italiangals.spaces.live.com/ (questa ha fatto manbassa)
http://lady-oscar.xooit.fr/t306-Poeme-d-une-Reine.htm
Vuotare il sacco. Relazioni, paralleli, triangoli.
di littlecorner.it (01/04/2010 - 16:36)
Succede, a volte. Stranezze della vita. Ci riflettevamo qualche tempo fa in uno scambio di email con una ragazza.
Ci si porta dentro qualcosa, che non si riesce a dire, che si vuole nascondere. Che non si vuole accettare. Il non dire diventa paradigma della negazione. Della non (ancora) esistenza.
Succede ad André, nel manga. Inciampa, in presenza di Alain, e quello che sta nascondendo, anche a se stesso, erompe. Una frase chiara, netta. E, a seguire, un fiume, una vera confessione.
"Ho la vista un po' offuscata, ma non è che non vedo... (...) Solo che, certe volte, diventa tutto completamente buio..." (scusate, l'ho un po' adattato)
Più chiaro di così...
E quello che, anche qui, nel manga, come nella vita, succede, è proprio che riusciamo, con una persona che conosciamo poco, che, in fondo, non dico ci sia estraneo ma quasi, a comunicare meglio, a vuotare meglio il sacco.
Forse perché sentiamo che quella persona non ci "conosce", nel senso anche di non sapere, a monte, tanto di noi, di non costruire la sua conoscenza di noi attraverso il già noto, magari il preconcetto... forse è una sorta di terreno vergine, forse è la sensazione che quel poter parlare così, semplicemente, non rischierà di lasciare un segno magari devastante in un rapporto che, forse, altrimenti ne risentirebbe.
Che Alain conosca i dubbi, le paure e lo stato di André è meno impattante che li conosca Oscar. Quanto graverebbe sul loro rapporto? Quanto cambierebbe?
André sembra non voler rinunciare al suo ruolo ombra di custode di Oscar. Se lei scoprisse come sta, il loro rapporto cambierebbe e lui ha forse più paura di perdere questo ruolo che di perdere la vista. Teme forse di non riuscire ad accettare, a vivere, in una nuova dimensione con lei. Sfiducia in sé, ma anche in lei: crede così poco nel loro rapporto che ha paura di non contare più nulla per lei al di fuori di un ruolo. Dov'è l'amicizia? Dove l'affetto, la stima? Il Grandier si è perso nel buio della mancanza di riferimenti e annaspa, nel terrore di non trovarne di nuovi. La sua realtà non è certo invidiabile, eppure lui le resta disperatamente aggrappato come un naufrago.
Altra cosa ancora. Interessante rispetto all'anime è qui l'atteggiamento di André, perché nel manga il suo comportamento non è di affrontare i suoi malesseri ed andare dal medico (anzi, la nonna ci ricorda in più punti quanto costi un dottore), ma di scoprire, un po' alla volta, e molto realisticamente, dei sintomi, di viverli prima con stupore e negazione, quasi a minimizzarli, poi, via via, con crescente allarme.
In queste pagine del manga, avvertiamo una relazione parallela che l'autrice costruisce per raccontarci la sua storia, la storia dei personaggi. Mentre, infatti, Alain ed André interagiscono, mostrando aspetti del rapporto di tutti e tre, sull'altro fronte sono Oscar e Diane ad interagire, altra coppia che permette alla Ikeda di proseguire nella sua narrazione.
Differentemente era accaduto con Rosalie e Bernard, i quali, negli episodi del Cavaliere nero, avevano fatto perno sul loro rapporto con Oscar - mentre André, sia pure ferito, sia pure tramite involontario (e magari neanche tanto convinto, almeno nel fumetto, LOL) di tutta la storia, ne resta fuori, rimane come mero osservatore (ovv. a differenza che nell'anime, dove suscita in Oscar tutti i dubbi relativi all'operato di Bernard). Resuscita a bocce ferme, partitaofinalmente l'ingombrante duo in carrozza, trovando una Oscar molto più ben disposta verso di lui che non quella di "Una nuova vita".
Chiudo qui, immagino sia chiaro che il tutto è nato dalla sistemazione di uno dei palchetti LO della libreria. ^_-
Ci si porta dentro qualcosa, che non si riesce a dire, che si vuole nascondere. Che non si vuole accettare. Il non dire diventa paradigma della negazione. Della non (ancora) esistenza.
Succede ad André, nel manga. Inciampa, in presenza di Alain, e quello che sta nascondendo, anche a se stesso, erompe. Una frase chiara, netta. E, a seguire, un fiume, una vera confessione.
"Ho la vista un po' offuscata, ma non è che non vedo... (...) Solo che, certe volte, diventa tutto completamente buio..." (scusate, l'ho un po' adattato)
Più chiaro di così...
E quello che, anche qui, nel manga, come nella vita, succede, è proprio che riusciamo, con una persona che conosciamo poco, che, in fondo, non dico ci sia estraneo ma quasi, a comunicare meglio, a vuotare meglio il sacco.
Forse perché sentiamo che quella persona non ci "conosce", nel senso anche di non sapere, a monte, tanto di noi, di non costruire la sua conoscenza di noi attraverso il già noto, magari il preconcetto... forse è una sorta di terreno vergine, forse è la sensazione che quel poter parlare così, semplicemente, non rischierà di lasciare un segno magari devastante in un rapporto che, forse, altrimenti ne risentirebbe.
Che Alain conosca i dubbi, le paure e lo stato di André è meno impattante che li conosca Oscar. Quanto graverebbe sul loro rapporto? Quanto cambierebbe?
André sembra non voler rinunciare al suo ruolo ombra di custode di Oscar. Se lei scoprisse come sta, il loro rapporto cambierebbe e lui ha forse più paura di perdere questo ruolo che di perdere la vista. Teme forse di non riuscire ad accettare, a vivere, in una nuova dimensione con lei. Sfiducia in sé, ma anche in lei: crede così poco nel loro rapporto che ha paura di non contare più nulla per lei al di fuori di un ruolo. Dov'è l'amicizia? Dove l'affetto, la stima? Il Grandier si è perso nel buio della mancanza di riferimenti e annaspa, nel terrore di non trovarne di nuovi. La sua realtà non è certo invidiabile, eppure lui le resta disperatamente aggrappato come un naufrago.
Altra cosa ancora. Interessante rispetto all'anime è qui l'atteggiamento di André, perché nel manga il suo comportamento non è di affrontare i suoi malesseri ed andare dal medico (anzi, la nonna ci ricorda in più punti quanto costi un dottore), ma di scoprire, un po' alla volta, e molto realisticamente, dei sintomi, di viverli prima con stupore e negazione, quasi a minimizzarli, poi, via via, con crescente allarme.
In queste pagine del manga, avvertiamo una relazione parallela che l'autrice costruisce per raccontarci la sua storia, la storia dei personaggi. Mentre, infatti, Alain ed André interagiscono, mostrando aspetti del rapporto di tutti e tre, sull'altro fronte sono Oscar e Diane ad interagire, altra coppia che permette alla Ikeda di proseguire nella sua narrazione.
Differentemente era accaduto con Rosalie e Bernard, i quali, negli episodi del Cavaliere nero, avevano fatto perno sul loro rapporto con Oscar - mentre André, sia pure ferito, sia pure tramite involontario (e magari neanche tanto convinto, almeno nel fumetto, LOL) di tutta la storia, ne resta fuori, rimane come mero osservatore (ovv. a differenza che nell'anime, dove suscita in Oscar tutti i dubbi relativi all'operato di Bernard). Resuscita a bocce ferme, partitaofinalmente l'ingombrante duo in carrozza, trovando una Oscar molto più ben disposta verso di lui che non quella di "Una nuova vita".
Chiudo qui, immagino sia chiaro che il tutto è nato dalla sistemazione di uno dei palchetti LO della libreria. ^_-



Ultimi commenti