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30 anni fa Goldrake
di littlecorner.it (04/04/2008 - 14:18)
Un bel servizio su Corriere TV
http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?filtro=Tutti&pagina=1&passo=4&uuid=f0edf0c2-020a-11dd-b2eb-00144f486ba6&navName=Ricerca&testoRicerca=goldrake
ricorda il trentennale della prima messa in onda italiana di Goldrake.
Che emozione, anche perché io ho solo le vecchie cassette, non ho potuto comprare né i dvd giapponesi, di cui mi sembrano bellissime le cover, né quelli nostrani, di cui comunque non mi hanno detto un gran bene.
E che emozione, perché io quel pomeriggio c'ero, e lo ricordo benissimo. Actarus piaceva anche a mia madre. Actarus romantico, impulsivo, introverso... Actarus che, fino all'arrivo della nostra (tale Oscar con corredo del Grandier...) è stato il mio preferito, fonte di dolore quando, il 6 maggio 1978, sabato, finì la prima serie; fonte di traumi, con quella benedetta cicatrice rossa (anche perché che lui ne guariva grazie al raggio sparatogli dall'amico Markus lo scoprii dopo, nei libri illustrati - l'episodio non era stato trasmesso), e con quel finale amaro di un ritorno-addio.
Actarus che entrava nel mio piccolo mondo, colorandolo. Fino ad allora avevo il disegno e il balletto e i cartoni che trasmettevano sulle reti che riuscivo a vedere non corrispondevano al mio modo di immaginare. Quella volta, invece, scoprii un mondo intero, molto più vicino al mio di quanto non avessi sperimentato prima. Avevo trovato qualcosa di vicino, finalmente, in quel 1978 in cui a scuola di ballo facevamo Il venditore di palloncini e per la prima volta il vestito non me lo cuciva mia nonna, perché suo fratello era stato male e non aveva avuto tempo, ma la sarta.
Sono contenta che ancora ci si ricordi di queste cose, che un giornale come il Corriere non dimentichi. E' una bella cosa, in un mondo in cui tante volte l'ingratitudine la fa da padrona e si corre sempre avanti senza guardarsi mai indietro.
P.S. Ai miei tempi i nemici erano i veghiani, non vegani - quelli sono un'altra cosa...
http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?filtro=Tutti&pagina=1&passo=4&uuid=f0edf0c2-020a-11dd-b2eb-00144f486ba6&navName=Ricerca&testoRicerca=goldrake
ricorda il trentennale della prima messa in onda italiana di Goldrake.
Che emozione, anche perché io ho solo le vecchie cassette, non ho potuto comprare né i dvd giapponesi, di cui mi sembrano bellissime le cover, né quelli nostrani, di cui comunque non mi hanno detto un gran bene.
E che emozione, perché io quel pomeriggio c'ero, e lo ricordo benissimo. Actarus piaceva anche a mia madre. Actarus romantico, impulsivo, introverso... Actarus che, fino all'arrivo della nostra (tale Oscar con corredo del Grandier...) è stato il mio preferito, fonte di dolore quando, il 6 maggio 1978, sabato, finì la prima serie; fonte di traumi, con quella benedetta cicatrice rossa (anche perché che lui ne guariva grazie al raggio sparatogli dall'amico Markus lo scoprii dopo, nei libri illustrati - l'episodio non era stato trasmesso), e con quel finale amaro di un ritorno-addio.
Actarus che entrava nel mio piccolo mondo, colorandolo. Fino ad allora avevo il disegno e il balletto e i cartoni che trasmettevano sulle reti che riuscivo a vedere non corrispondevano al mio modo di immaginare. Quella volta, invece, scoprii un mondo intero, molto più vicino al mio di quanto non avessi sperimentato prima. Avevo trovato qualcosa di vicino, finalmente, in quel 1978 in cui a scuola di ballo facevamo Il venditore di palloncini e per la prima volta il vestito non me lo cuciva mia nonna, perché suo fratello era stato male e non aveva avuto tempo, ma la sarta.
Sono contenta che ancora ci si ricordi di queste cose, che un giornale come il Corriere non dimentichi. E' una bella cosa, in un mondo in cui tante volte l'ingratitudine la fa da padrona e si corre sempre avanti senza guardarsi mai indietro.
P.S. Ai miei tempi i nemici erano i veghiani, non vegani - quelli sono un'altra cosa...



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