Sorelle e fratelli minori
Argomento dolente…
Stavo scrivendo su Christine e Kitchen quando mi è sorto un pensiero.
Sappiamo, da una delle Gaiden, che Oscar rischiava di ritrovarsi con un fratello minore tra le scatole. La Ikeda resta molto sospesa sulle reazioni, sia di Oscar sia di André, che, unico, si lascia sfuggire qualche parola.
Ma io penso ad altro.
Un fratello, maschio, minore avrebbe significato, per la mentalità dell’epoca, che Oscar mollasse, non so quanto a cuor leggero e quanto giustamente, armi e bagagli il proprio posto, la propria carriera, tutto quello che era stata la sua vita per anni, a lui. Il maschio è maschio, si sa… -_-;
Resta che, stando al manga, di fronte alla scelta di cosa fare della propria vita, una volta dato l’addio al titolo (e pure al grado), Oscar sceglie di lottare, e, per di più, nell’unico modo che conosce. Continuando a fare, sia pure informalmente, senza cioè più titolo e grado, il proprio lavoro: il generale di brigata, il comandante di una compagnia.
Non so che avrebbe preteso il generale, il babbo.
Resta da chiedersi che ne sarebbe stato di Oscar, con le doti ormai disperse parsimoniosamente tra le sorelle e il resto del patrimonio, che altrimenti sarebbe andato a lei, ora destinato al nuovo arrivo. Sarebbe finita in miseria? L’avrebbero spedita in convento in una posizione defilata, che costa poco (meno che acquistare per la figlia l’incarico di badessa)? O, follia delle follie, le avrebbero trovato una bella parrochia da curato di campagna, con tanto di perpetua e prebenda, e sarebbe finita in abito (maschile) talare? ^_-; Povera lei e povero André – con la differenza, non così irrilevante, che da una tale messe di follie lui poteva fuggire, volendolo, eventualmente, lei un po’ meno.
Ma se Oscar avesse avuto una sorella minore?
Cosa sarebbe successo? Il generale avrebbe allevato anche lei come un uomo in modo da avere due alternative, un comodo ricambio ad Oscar qualora fosse riuscita male? Una sorella che vive tutta una vita da rimpiazzo, come Klopper il biodroide del principe Arlin in Daltanious e magari alla fine sclera (giustamente) anche un po’? O avrebbe intrapreso anche lei una carriera (minore) nelle armi, in attesa di dover sostituire tanta sorella (ammettiamolo, non era riuscita poi così male: semmai uno zinzino troppo autonoma di giudizio, povera stella – e sempre troppo tardivamente pentita)?
Domande legittime.
E Oscar, a sua volta, come si sarebbe comportata?
Come nei confronti di Rosalie, che, quando le capita a tiro, tratta in modo ambivalente, un po’ con un atteggiamento estremamente protettivo e materno, insegnandole, tutelandola, facendola ragionare (e molto più questo risalta dagli script originali che non dai nostri dialoghi, ammorbiditi), un po’ come se fosse la sua bambola, giocandoci a farla vestire come lei (da maschio), a farle fare le stesse cose che fa lei (duellare, studiare, passare le serate sola con André – ma non è gelosa???), salvo poi trattarla come una bambina quando Rosalie, che a lei si è affezionata, osa fare i capricci e vorrebbe stare più tempo con la persona verso la quale prova affetto e gratitudine?
Avrebbe visto la sorella come un pericolo alla sua carriera ed, in ultima analisi, alla libertà che “fare come un uomo” le conferiva, o, piuttosto, come lo strumento di liberazione, una liberazione tutta diversa, da una vita che le era stata imposta?
O, invece, avrebbe solidarizzato e l’avrebbe coperta e protetta, trovando in lei una complice, una sua eguale? Eguale anche per inusuale e straniante destino, quasi la via per una solitudine imposta ma forse meno pesante, sopportandone il fardello, il dolore, la tristezza in due? Condividendo quella vita?
E le due sorelle, avrebbero schiavizzato il povero Grandier schiantato da tanta grazia (a meno che la sorellina non fosse una ciofeca immonda…)?
E se lui si fosse innamorato dell’altra, della minore?



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