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Opening

di littlecorner.it (30/11/2007 - 19:37)

Per me la Oscar più bella è quella dell’opening originale.
In tanti l’hanno rappresentata, variamente, nelle sequenze della serie, e molti sono bei ritratti. Ma la Oscar superba, quella coi capelli al vento e gli occhi luminosi, quella con la giacca blu di quelle immagini, per me resta qualcosa di ineguagliato. Piena di orgoglio e di vita, di forza, di coraggio, femminile e sobria, superba, in quegli abiti maschili.
Mi chiedo a volte (direte: non hai di meglio da fare… sì, ma la mia mente viaggia in multitasking), visto l’impatto che l’opening, quell’opening ha, quanto perda in effetti chi ha visto la serie con una sigla diversa, o senza sigla. Non è tanto questione di musica, quanto di immagini.
L’ending dal mio punto di vista non ha la stessa potenza evocativa, l’opening invece, tra la botticelliana Oscar tra i rovi (avete mai fatto caso che la posa è identica?) e quelle straordinarie Oscar che si stagliano tra vento, petali, nuvole, ha una forza che da sola vale la curiosità di guardare l’episodio, poi, la serie.

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Ancora Vargas... ma l'altra

di littlecorner.it (19/11/2007 - 23:42)

Già, la sorella artista di Fred Vargas, quella in onore della quale la scrittrice francese ha scelto lo pseudonimo. Ed è proprio Jo Vargas, coincidenza, a firmare il manifesto dell'opera di Cocciante Giulietta e Romeo.
http://www.giuliettaeromeo.net/main.html

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Heidi Heidi... - il trentennale

di littlecorner.it (18/11/2007 - 17:33)

Articolo di Repubblica
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/heidi-trenta/heidi-trenta/heidi-trenta.html

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André il folle Alain il saggio

di littlecorner.it (01/11/2007 - 23:00)

Rubo il titolo a Tahar ben Jelloun, ma ripensavo a quando Alain, il calciatore di sassi, se ne esce col lapidario e saggio “è una donna da ammirare, non da amare” e il Grandier ingoia in silenzio, la frustrazione assieme ai sorsi. Bere aiuta a dimenticare, la frustrazione un po’ meno. Pari e palla al centro.

L'Alain che perde la testa per la sorella, quello che comanda i cannoni brandendo lacrime silenziose, e si concede quel solo gesto di disperazione, di lanciare il berretto a terra, quell'Alain bellissimo disegnato da Michi Himeno, cova una saggezza taciturna, solida, solitaria.
Tutt’altro tenore i discorsi di Mr. G.
“Ti amo da prima che nascessi”, spara nella versione originale. E meno male che nel nostro adattamento glissano con un sano “Ti voglio bene da sempre”. Lode all’italiano, timido e sornione, un “sempre” poetico, esteso e delicato come un arcobaleno, comunque meno altisonante del “prima che nascessi”. Che poi il concetto è quello, ma vogliamo mettere?
Il fanciullo che, nella II parte della serie, si silenzia sempre più, che non è più il competitore giocoso e sornione della nostra eroina, ma una presenza sempre più forte quanto più taciturna, ritorna, così, ad una delle sue rare uscite estemporanee, avvicinandosi all’André tonante e ridondante del manga (il consumatore di seppie, per intenderci…).
Meno male che riprendono il sopravvento i silenzi di Dezaki…


P.S. Mi scrivono per chiedere se ho abbandonato sito e fumetto, di dirlo ché almeno risparmieranno sulla bolletta evitandosi di controllare gli aggiornamenti... (pure questa!!!! Colpa mia la bolletta... -_-;). Rispondo qui per non ripetermi via mail 200 mila volte. Mai mollato cose MIE che stavo facendo e a cui tenevo. Quelle mie, per intenderci, non progetti altrui. Solo, anno pesantissimo, l'ultimo, e gli ultimi mesi anche peggio, per cui, come ho detto, ho bisogno, assolutamente, di prendermi i miei tempi e di fare le cose con calma. Perché, tocca ribadirlo a quanto pare, la vita non è solo un sito o un blog o un fumetto, ma è fatta di cose reali che una persona si trova ad affrontare. Quindi, ripeto, io non mollo, ma spero ANCHE che chi ha seguito Little Corner in questi anni capisca che si trova di fronte ad un essere umano, con i suoi limiti e le sue necessità, compresa quella di allentare un po' i ritmi.

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