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Ego ego ego

di littlecorner.it (22/09/2007 - 11:13)

“André” si domanda Oscar negli script dei dvd Yamato, ep. 37, “non riesci più a vedere persino me?”.
La domanda sarebbe pure legittima ed accorata, ma analizziamo per un attimo il contesto.
Non riesci a vedere me in quanto figura nella stanza in penombra oppure non riesci a vedere me che fino a poco fa ero centrale nella tua vita? È smarrimento, quello che prova Oscar, dolore, certo, ma quanto di egocentrismo si rivela da quella frase?
Oscar sa di essere stata importante per lui.
Poco dopo, nel bosco, glielo dice apertamente di aver saputo da tempo che lui la amava. E quando scopre della futura cecità di lui e di quanto la cosa sia ormai avanzata, ecco la reazione. Non “Non vedi più”, ma “Non vedi neppure me”, neppure me che sono stata la tua vita fino a poco fa.
Oscar, in realtà, in quella frase, sembra ferita nell’orgoglio. È, in un certo senso, come se dicesse, “Il resto puoi anche non vederlo, ma me no…”
È strano notarlo e sicuramente la sfumatura non è così accentuata, ma la frase è quella, perlomeno nella versione Yamato.
È un po’ lo stesso senso di straniamento che provo quando, nell’ep. 39, nella versione italiana Oscar parla del dolore della perdita di André, mentre in quella originale dice una cosa bellissima ma che ha poco a che fare col senso di perdita. Dice “Non riconoscere l’amore, è peggio che tradire”. È bello e vero, ma la nostra versione, col suo dolore perché è lui che non c’è più, perché sono gli anni perduti, andati, a distruggerla, insieme alla sua mancanza, ha qualcosa di più profondo.
Perché lui voleva vivere. E lei anche. Glielo confessa, nel bosco “Con te, sento di poter vivere ancora”. E forse sarebbe accaduto. Il dottore era stato possibilista, anche nella versione giapponese, e il tema di voler seguire l’istinto del suo cuore torna, nelle frasi di Oscar, come in quelle del generale, dall’inizio alla fine dell’episodio.
Il generale, la casa paterna. Altro mondo. Che bello quando Oscar stringe la mano di André, che si illumina (WOW!), e gli confessa che ormai tornare a casa sola è diventato troppo pericoloso. Una bella metafora. Tornare a casa: affrontare il generale, nuove scelte, nuove responsabilità, i cambiamenti. In definitiva, affrontare la vita. Oscar, per questo, anche per questo, ha bisogno di lui e trova il suo, contorto, modo di dirglielo.

 

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