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"Mia moglie ha molti uomini..." Ovvero Le corna di Luigi

di littlecorner.it (18/09/2007 - 19:05)

Interessante categoria, mi si passi il termine, quella dei cornuti. Felici di esserlo, beati ignari, assenti distanti, distratti disinteressati. O, invece, incazzosi, ruminanti livore, consci del prurito sulla sommità della cervice, eppure ben pronti ad avvantaggiarsene, manco fosse una dote acquisita quella di incamerare incarichi, denaro, benemerenze grazie alla condivisione della partner femminile.
Capita. Capitava dare in moglie al fattore la propria amante, e il proprio lascito di dna. E così assicurare all’amante una buonuscita, alla prole un cognome, al fattore di che vivere. Una sicurezza per tutti, il gran capo in testa, libero finalmente, sistemati armi e bagagli.
Capita, di avere una consorte, mi si passi, un poco puttana. In fondo, per il sommo Guccini, “per aver soldi, la fama e la gloria, bisogna essere un poco puttana” (cito da Fantoni Cesira – col ph, ovvio…).
Che tipo di cornuto sarà stato Luigi? Tranquillo, pacioso, preso dalle sue cose, la storia, la cultura, le cavalcate sfiancanti, la caccia, oppure uno appena pronto a scattare e prendersela coi più deboli per sfogare la frustrazione?
Luigi quello della fuga di Varennes, in cui comunque si serve senza troppi scrupoli morali dell'amante della moglie? Quello che raccontano i libri? O il piagnucoloso (e in ben più di un’occasione) del manga?
"Mia moglie ha molti uomini (…) ha un cuore da fornaio e forse mi tradisce", cantava de Gregori.
Togliamo il forse, vecchio Luigi…

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