Tra fili d'erba e amori...
Fili che si dipanano, attraversano il racconto, e si chiudono.
Pensiamo alla vecchia opening.
Oscar nell'erba.
Straordinaria.
Da brivido vederla allora per la prima volta e, ora, ad anni di distanza, immaginare cosa farebbe la CG ora (pensiamo alla sigla di Escaflowne).
Ma quei fili d'erba, il senso di libertà e di infinito dell'erba mossa dal vento, sono una tela conduttrice.
Il I episodio, lo scontro tra Oscar e André, quando, poi, finiscono nell'erba e lui le prende la mano.
E lei sfugge.
I fili d'erba che lui, ancora nel I episodio, suona e poi, attonito, molla, di fronte all'aggressività frustrata di lei.
I fili d'erba che André, ferito, stringe.
E lei lo abbraccia.
La notte del 12 luglio.
Il loro abbraccio nel bosco.
Ho sempre pensato che ci fosse un parallelo la scena del I episodio, nell'erba, quando lui le stringe la mano, le sta così vicino, e però non osa andare oltre, forse non osa neppure pensarci, e quella dell'ep. 37, così tanto diversa dal manga. Per me si tratta di un richiamo voluto: quello che era iniziato, simbolicamente, nel I episodio, quella mano che sfugge, è, infine, portato a conclusione nel 37. Sono ancora loro due, che chiudono i conti col destino.
(Ecco perché la coppia di disegni, Vent'anni prima e Vent'anni dopo, di cui ho pubblicato solo il II per un racconto di Domaris. Il titolo è dovuto a questo e la scena è vista prima e dopo.)
PS. Grazie a MT. Questo post mi è venuto in mente rispondendo ad una sua mail. :)))
Non mi sono mai sentita sola...
“Non mi sono mai sentita sola…”
Vado a memoria, mi perdonerete le imprecisioni…
Così rispondeva Oscar a Fersen che, con raro tatto, le domandava “Perché mai dio vi abbia fatto nascere donna”. Ora, a parte sindacare il senso di una domanda del genere – vogliamo, con gucciniana memoria, interpellare il sindacato cicogne, la cooperativa cavoli? –, poniamo un attimo mente alla risposta di Oscar.
La quale dice di non essersi mai sentita sola. E questo, perché ha uno scopo, quello di prendere, un giorno, il grado di suo padre, generale.
Oscar non si sente sola. Per forza. Presumibilmente ha vissuto con una certa naturalezza la sua condizione, considerandosi spesso privilegiata rispetto alle meno libere sorelle e dame varie. Non solo: come può aver sentito la solitudine se, dall’infanzia, si è reciprocamente adattata ad André? È con lui che ha trascorso il suo tempo libero e, non solo, le serate. Come può arrivare alla sera, dopo una giornata d’Accademia o di impegni, e sentirsi sola avendo sempre qualcuno accanto e presumibilmente troppa gente attorno? Ce ne vorrebbe… -_-;
Veniamo all’altro punto. Oscar ha uno scopo, una direzione, e, nel perseguirlo, motiva e dà senso a quello che (di strano, rispetto alle altre donne) le capita. Nel momento in cui la sua vita ha un senso ed una motivazione, è chiaro che lei non si sente inadeguata e quasi si stupisce di dover dare a Fersen spiegazioni in proposito. Nel manga la prende meno bene, se non ricordo male…
Certo, questo è il discorso che fa da persona matura, ed è la risposta formale che dà al Fersen-Icaro che si bamboleggia con la regina (e, detto tra noi, meno male che poi interviene Dezaki a dare un taglio a tutte ‘ste contorsioni mentali da shojo!).
Tutt’altro discorso da quello che, adolescente, le faceva dire di non mettere piede in un posto come Versailles e di non volere l’incarico impostole dal padre. Soprattutto, di non voler dover dimostrare a qualcuno di doverlo meritare in quanto donna. Di dover dare la prova di poter battere un uomo (°_°; coi capelli mooolto più lunghi dei suoi, ok, ok… ma pare li attiri così…).
Chissà se, allora, adolescente, la Oscar rabbiosa dei temporali, si sentiva mai sola…
E chissà, invece, quanto infinitamente sola si sarà sentita in quelle vie di Parigi, in quell’ultima notte.
15 giugno 2007
Da Rossina: Dezaki su André ed intervista alla Ikeda
Uno riguarda l'intervista di Dezaki che Beralia aveva segnalato il mese scorso http://www.youtube.com:80/watch?v=ZX44UTGCuDs, in cui il regista ha fatto un breve commento sul personaggio di André "There is nothing good about André's death", per poi domandarsi se André "didn't achieve what he wanted so much".
Questo dovrebbe anche rispondere alle domande poste da Alessandra.
Il secondo contributo riguarda un'intervista rilasciata dalla Ikeda nel 1993.
http://www.youtube.com/watch?v=haCA9ls1yPU
http://www.youtube.com/watch?v=5GTWVy8hs0U
Rossina ci segnala che nella prima delle due interviste il regista dichiara che, dopo aver letto La rosa di Versailles, l'ha trovata perfetta per il proprio spettacolo.
Grazie a Rossina per questi spunti. :)



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