Occhi verdi...
Di seguito al commento di Alessandra di ieri.
Forse c'è di peggio degli zoccoli del satiro... ;_;
Sono andata a vedere il link che Alessandra mi ha passato. Me ne aveva parlato anche Luana prima di Pasqua, ma non ero riuscita a trovare il link esatto alla pagina in cui si diceva espressamente questo.
Nelle dichiarazioni attribuite alla BBS della Ikeda si parla di cambiamenti soprattutto per Alain e André, ma non mi pare si parli apertamente di occhi azzurri.
Chi ne parla è *********** nel testo che scrive a seguito delle citazioni dalla BBS.
Le ho posto in proposito alcune domande nel forum Yamato, ora vediamo se risponde.
Scrive, sempre in quel testo, anche di menti e zigomi meno squadrati rispetto al charades Himeno per André e Fersen: il fatto è però che, a guardare il fumetto, André nell'ultima parte del manga e Fersen da prima hanno zigomi e menti squadrati e appuntiti. La Himeno li ha solo irrobustiti - io, ritengo, rifacendosi al live movie, come ho detto anche qui nel blog -. Semmai il design arrotondato è una prassi da almeno una quindicina d'anni (si vedano i lavori di Toriyama e della Takahashi) per la trasposizione dei personaggi in CG nei videogames. E' successo anche con la versione anime e videogame di Berserk. Quindi propenderei per ragioni di merchandising e di sfruttamento in altre sedi dei personaggi e del charades piuttosto che per un fatto di recupero dello stile manga.
Scrive anche di André più ambizioso nella parte finale del manga, ma anche qui non ho capito a cosa si riferisca.
Ci sarebbe da capire se queste siano sue valutazioni personali o notizie tratte effettivamente dalla BBS.
Veniamo al colore degli occhi di André.
C'è chi sostiene che nel manga dovessero essere scuri, per via della "pupilla color ossidiana", confondendo però pupilla con iride... -_-;
Che una qualsiasi pupilla in generale possa essere definita color ossidiana mi pare sia fuor di dubbio... LOL
Fatto sta che, se si parla tanto di fedeltà alla Ikeda (tra le ragioni di questo nuovo film), lei ha colorato gli occhi di André di verde nelle varie illustrazioni. Anzi, per essere precisi, l'occhio. Quindi, non capisco in cosa starebbe la fedeltà al manga a cambiare il colore degli occhi di André.
Allora, o la notizia è inesatta o dovuta ad una diversa taratura della palette del Pachinko, o, forse, il problema non è fare un film per una maggiore fedeltà al manga ma per distanziarsi dall'anime.
I personaggi sono della Ikeda e noi non possiamo farci niente. Già è tanto che non facciano sopravvivere Oscar sola. La Ikeda, come ho letto in un'intervista in spagnolo, pare non aver gradito molto l'anime. Ora, si dice fu per l'insuccesso rimediato. E' vero che l'anime presentava episodi inutili e allungava il brodo, forse in previsione delle 52 puntate, non sapendo di dover chiudere prima. Ecco, di fronte ad episodi come il 2, con tanto di Orléans mascherato, è chiaro che l'autrice deve aver masticato molto amaro soprattutto visto lo scarso seguito.
C'era un ritmo di serialità, imposto dai canoni della trasmissione, e che imponeva di far succedere qualcosa in cui incastonare i momenti salienti della storia. C'era il topos del cattivo, rivestito a turno da Orléans, Germaine, Saint Just, variamente conciati. Però a volte l'azione risultava pretestuosa.
Tutto l'episodio di Haroncourt viene fatto per parlare di 1) disagio sociale e quindi moti popolari, 2) ribellione di parte dei soldati, 3) il dialogo André-Alain, 4) André che arraffa il polso - nemmeno la mano!!! SIGH! - di Oscar. Però è un episodio che, a parte i momenti salienti a livello emotivo incentrati su Alain-André-Oscar, è anche disegnato con poca cura, per di più in alcune di queste scene topiche - guardate le facce e le mani di André e Al sul ponticello... possiamo fare moolto di meglio! Se non ci fossero state la scena sul ponte e il contatto mano-polso, che avremmo pensato? E di Saint Just mascherato? Sono cose che si reggono perché nell'economia complessiva poi ci sono cose di altro spessore, ma mettiamoci nei panni dell'autrice che si è vista infarcire la storia di cose che forse non condivideva e non erano neppure funzionali all'audience e al successo. Quanti anni sono che sopporta? E sapere che in alcuni casi, e non solo in Occidente, l'anime ha fatto da apripista al manga?
Alla Ikeda invece, pare sia piaciuto il film live, forse più corrispondente ai suoi canoni - mentre per noi quel film suona spesso caricaturale e grottesco in tante cose, in altre troppo farmer-mode. Probabilmente è una radicale differenza di gusto e sensibilità che divide la cultura giapponese dalla nostra... non so...



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