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Divagazioni sulle Gaiden

di littlecorner.it (29/03/2007 - 14:36)

Sappiamo che la Ikeda vede Lady Oscar come sua e non tanto come, per noi non orientali, come il personaggio e l’immagine venuti fuori dall'anime.

E' dura vedere un personaggio che sopravanza il proprio autore, anche se questo è il segnale del successo.

Se fate caso tutto il merchandising prodotto negli ultimi anni (non parlo di quello dell’epoca del cartone) non riguarda il prodotto TMS ma quello Ikeda. Non è un caso. Il successo dell'anime porta con sé l'oblio dell'anime, per l'autrice - se possibile.
La Ikeda si è evoluta, ha scritto altre storie e preso altre strade. Cambiato stile, affidata a sue disegnatrici. Si è data alla lirica, finanzia giovani talenti del canto.
Riprende in mano i suoi personaggi quando le servono. Ecco allora le tazzine dello strappo-camicia, lo specchietto (per le allodole?) con i nostri alla finestra, portachiavi, riedizioni (non ristampe) del fumetto, innumeri book con testi vari e sempre le stesse immagini, and so on… I fan comprano. Quelli che non hanno un contatto giapponese si spennano, col lievitare dei prezzi che questi prodotti subiscono nella traversata. Una cosa che costerebbe 12 euro qui arriva a 80, per dire. Ma comprano, quasi, non possono farne a meno.

La Ikeda detiene i diritti e li sfrutta. Termine tecnico, non malignità.
Giustissimo. Il problema è che, soprattutto con Lady Oscar, i fan amano i personaggi e le Gaiden, più che quanto al tratto (a me personalmente non dispiace: è vero che Oscar non ci guadagna, ma André molto), rappresentano una delusione soprattutto nella mancata introspezione psicologica e nella pressoché toale mancaza di correlazione o di feeling dei personaggi.  La grande delusione sta qui. Dopo il pathos del manga, ci si aspetterebbe non dico lo stesso, ma qualcosa di almeno analogo. Introspezione, dubbi, situazioni sospese, un minimo accenno a quella lenta evoluzione che sta avvenendo, nei sentimenti di Oscar dopo il ballo, un lanciare i nostri verso il riavvicinamento che nel manga si ha subito dopo la dichiarazione.
Invece, i personaggi vengono presi e fatti agire nel plot, ma, mentre un lettore si aspetta che a quel punto della storyline originale il rapporto tra loro un'evoluzione la subisca, qui non succede. Ecco, credo, il senso di delusione delle Gaiden. Dove, a parte quel bellissimo incipit nella storia della contessa, con lo straordinario gioco di sguardi tra André e Oscar e, poi, un breve accenno nella storia con Maurice, non c'è altro. Dovrebbe essere il periodo in cui Oscar comincia a maturare i sentimenti verso André, e non c'è niente. Solo il plot, solo "attori", gusci vuoti. E' un po' triste, per chi ha amato i personaggi, più ancora che la diversa veste grafica. Credo che il lettore resti male, più che per il tratto - compensato dalla complessità delle tavole -, dall'uso, quasi meccanico dei personaggi che ama in contesti in cui di loro, a livello umano, ritrova poco. Mentre è l'umanità dei personaggi che lo ha colpito (e affondato) in Lady Oscar.

Quanto a Maurice: spunto interessante quando André interroga Oscar, le fa notare che finalmente forse sarebbe libera. Ma Oscar? Resta lì, pensosa, alla finestra, ma non scoppia d’entusiasmo. Siamo così sicuri che voglia sbarazzarsi delle sue comode vesti, che le danno tutte le libertà che una donna all’epoca non aveva? Autonomia, gestione patrimonio, decisioni…

Pensiamoci un attimo e torniamo al manga originale. Quando il papi propone ad Oscar di scodellargli un pargolo con Giro (o altri: troveremo uno che ti piace – immaginerebbe mai il povero svampito che quello sia Mr. G??? Naaa…), Oscar non dice mica “che bello, finalmente mi libero dall’uniforme”, Oscar urla, strepita, si rivolta, vediamo il papi con la tazzina in testa, stravolto. Insomma, siamo così sicuri che Oscar, armi e bagagli, avesse seriamente l’intenzione, anche potendolo fare, di ridursi a fare la donna per quello che all’epoca significava – e perdere tanta di quella libertà che aveva? Quando alla fine della storia originale Oscar si strappa i segni della nobiltà e del comando, non lo fa per sottomettersi, ma in nome della libertà. Vale a intendere una più ampia libertà, per l’essere umano, libero, servo o donna che sia.

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Film ufficiale?

di littlecorner.it (29/03/2007 - 13:45)

Sul forum Yamato hanno detto che il sito dell'International Anime Fair ha dato per ufficiale il consenso della Ikeda al film e che il video quindi è, secondo loro, come anche quello del Pachinko, una sorta di prova di gradimento e il lavoro parte ora.
A tutto ieri sera le persone con cui sono in contatto in Giappone non avevano notizia di niente né sul sito della Toei né su quello della Ikeda.
Ovviamente, chiunque abbia notizie, faccia sapere. :)

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Toei movie - pensieri e interrogativi

di littlecorner.it (27/03/2007 - 17:05)

Ora, i commenti semiseri da una mia mail a Luana… - scusate, ma devo riprendermi dallo shock.

Come filmato, pensavo peggio, onestamente, ma le forme belle squadrate e classiche del cartone temo possiamo dimenticarcele. Evabbe', tanto noi poveri fan non abbiamo voce in capitolo. Peccato…

Comunque, André si vede meno di Fersen, e già questo mi martella i maroni.

Speriamo ci sia spazio adeguato per la storia di Oscar e André e non sia solo una celebrazione ikediana e di Maria Antonietta e Fersen.

 
La nostra Oscar è sempre più legnosa, Maria Antonietta sempre più tonda. Speriamo che André sia sempre più bono.
:))))))) Comunque, notato? Niente anticipazioni sulle lucciole. O, nel caso della Ikeda, sulle candele e finestre e piumoni merlettati. LOL Secondo me la prossima volta, dopo le tazzine e i portachiavi, troveremo commercializzati adeguati profilattici inneggianti alla famosa notte, con tanto di sagome dei nostri stagliati contro la finestra: unico dubbio, saranno impressi solo sulla scatola o pure sul lattice? Altro dubbio, chi glielo spiega ai nostri compagni? ^_-;^^;

Secondo voi, saranno lucciole o camera da letto???

La Oscar disperata a zonzo nella devastazione è una bella idea, ma questa animazione in cg non riesce a rendere la disperazione dei personaggi, lei è curva, ma non sembra porti davvero addosso il peso del dolore, e in generale sembrano tutti un po' dei palloncini che salgono in aria... Quando si disegnava a mano eri costretto ad enfatizzare delle cose perché non potevi renderle altrimenti e questo dava potenza al disegno. E' quello che manca ai nuovi cartoni. Perfezione formale e anima vuota...

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Promo Rose of Versailles al Tokyo Anime Fair 2007

di littlecorner.it (27/03/2007 - 13:49)

Su You tube il promo presentato al Tokyo Anime Fair 2007
http://www.youtube.com/watch?v=TQZzdlEzJF0

Se riuscite ad avere notizie, le postate, per favore? Certo, se c'è la scena del bacio dopo la rissa non mi spiace per niente!!! WOW!

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Toei o non Toei?

di littlecorner.it (26/03/2007 - 22:34)

Si sta svolgendo in questi giorni sul forum della Yamato video una discussione sul film Toei. L'ultima news, dopo presunti stop attribuiti alla Ikeda stessa che avrebbe chiesto il rifacimento di alcune scene a cose fatte, riferiva di un trailer presentato al Tokyo Anime Fair e nominato anche sul sito della Ikeda.

http://forum.yamatovideo.com/viewtopic.php?p=13373#13373

Per conto mio, resto perplessa e curiosa. Certo, il confronto con l'anime...

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Vita da fan - shock da fan (era: La Corrida di Scotti)

di littlecorner.it (24/03/2007 - 23:13)

Nello zapping serale tra un'esibizione di pattinaggio e l'altra, mi sono imbattuta in una cosa inenarrabile: praticamente alla Corrida di Scotti si è presentato un tizio che ha dichiarato che, dopo essere stato piantato dalla ragazza, ha trovato conforto in Lady Oscar. Ora, che qualcosa con la nostra potesse aver a che fare il dubbio m'era sorto, da com'era vestito, e infatti non ho cambiato canale. Avevo pure la possibilità di registrare, poiché stavo appunto infliggendo a conviventi, felini e non, le registrazioni dei mondiali di pattinaggio da Raisport, che io avevo già visto tre volte ma che loro non potevano (x me) perdersi. Ma ho preferito non registrare, non ricordare.
Vita da fan, che tristezza... meglio viverla in proprio, a volte, che sottoporsi a certe esperienze e sottoporci il pubblico. Per la cronaca l'esibizione contava sulla sigla mediaset. °_°;
Ora vado ad annegarmi in una tisana quintupla, mi ci vuole.
Dimenticavo: alla domanda qual è il pezzo preferito, ha risposto "Quando lei muore". AAARGGGG!!!!!!

Quando si dice un'istruttiva esperienza per come (non) amministrare i momenti di crisi. Da tenere presente.

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Petra d'aprile

di littlecorner.it (20/03/2007 - 21:42)

Dovrebbe uscire il prossimo aprile il nuovo romanzo di Petra Delicado, della Gimenez-Bartlett e, come anticipato in un’intervista pubblicata anche su vigata.org, pare ci saranno grosse novità per i protagonisti. E così forse avrà ragione quell’amica, che peraltro mi ha iniziato a Murakami Haruki, che sostiene non possa esserci amicizia tra uomo e donna. ^_-;
Non vedo l'ora di prendere questo libro, sono già alla terza rilettura della Vargas tradotta, Pratchett, Murakami. Qualcosa di nuovo non guasta!!! Vabbe' che dura poco e passo subito a rileggerlo, ma prima di impararlo a memoria… Di questa terza ondata della Vargas devo dire che L’uomo a rovescio, che, nelle prime due letture, mi era piaciuto meno degli altri (decolla da pag. 140), ora l’ho trovato molto molto bello, con delle pagine straordinarie. Ma mi piacciono tutti, non c’è un preferito, anche se l’ultimo mi pare abbia qualcosa in più. E’ come se riuscisse ad essere ancora più universale degli altri. E poi le estimatrici di Mathias saranno contente di vederlo in azione!

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L'uomo oggetto - e il vecchio dell'Alpe

di littlecorner.it (16/03/2007 - 18:36)

Leggevo, da un libro di Raffaella Sarti che ho usato anche per documentare dei testi miei, che in alcune aree la lavorazione del latte era un compito per uomini sessualmente attivi e che agli anziani non era consentito andare nelle capanne sui monti a lavorare il latte. Ho pensato al nonno di Heidi... ;_;

Sempre la Sarti scrive che la divisione sessuale del lavoro domestico relativo al cibo variasse a seconda del ceto sociale e che presso i ricchi capitava che uomini svolgessero compiti che, presso le classi più basse, toccavano alle donne.

Commentava l'autrice che "in questo senso, si possono smontare stantii pregiudizi che vorrebbero legare la divisione sessuale del lavoro a pretese inclinazioni naturali (...) anche guardando dentro agli spazi domestici e scoprendovi folte schiere di uomini che pestavano nel mortaio o impastavano la sfoglia".

Ah, che sogno sarebbe!!!!!!!!!!!!!!

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Camicie...

di littlecorner.it (07/03/2007 - 01:01)

Dopo la camicia che non si sporca, capo for men only commercializzato in UK, sarà la volta della camicia che non si strappa?
Ne faranno una versione for Oscar only?
E come farà il povero Grandier? Passerà il resto della serie a tentare lo STRAAAAAAP invano impazzendo in un loop infinito come un inseguimento di Silvestro e Titti? °_°;
Ai posteri...

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Come postare commenti al blog - e fantapolitica

di littlecorner.it (06/03/2007 - 22:25)

Mi sono stati segnalati, anche indirettamente, problemi nel postare i commenti al blog.
A gennaio, proprio perché Register è a pagamento, ho fatto verificare ripetutamente dai tecnici ed è risultato che loro non evidenziavano problemi. Io stessa ho fatto molte prove su più browser e computer diversi. A volte risultava un leggero ritardo, poi scomparso.

Intanto, come postare: dopo aver inserito il nome e/o gli altri dati per cui sono disponibili spazi e scritto il testo, si raccomanda di trascrivere anche le lettere IN MAIUSCOLO ed i numeri indicati sullo sfondino nero nella casella di controllo in basso sotto il post e poi clicckare su Invia il tuo commento. Il messaggio dovrebbe apparire in breve o nel giro di qualche tempo.

Faccio poi presente che i settaggi di reti aziendali o universitarie, proxy, firewall, cache svuotate o meno, settaggi ristretti dei vari browser in ordine alla navigabilità ed alla privacy, così come parental control e simili possono presumibilmente influenzare la navigazione e la fruibilità, ma questo non dipende certo da me o da Register e sta a chi usa un computer settarlo in modo da poter navigare in base alle proprie esigenze.

Quanto poi alla fantasiosa ipotesi che il mio blog inibirebbe l'accesso ai commenti a persone di qualche altro luogo virtuale, la cosa si commenta da sé.
Prima di tutto,
tra le persone che hanno avuto problemi a postare ci sono alcune ragazze del sito, quindi... Poi, se davvero esistesse una simile possibilità - e nel mio pannello di controllo vi assicuro che non c'è - la userei per cause di ben altro spessore: ho altro da fare nella vita che perdermi nelle ragnatele del web. -_-;
Questo è un blog, non è una ml né un forum quindi non si possono inibire o bloccare accessi, utenti e post come amministratore.

Invece di invocare il mostro, a volte basta una controllatina al computer...
Io, semplicemente, mi faccio la mia vita e Little Corner è sempre stato un luogo di raccolta di libere idee. Non c'è davvero altro.

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Dishwasher rules!

di littlecorner.it (04/03/2007 - 01:09)

E' con immane gioia che annuncio di aver svuotato la lavapiatti!!! E forse ne carico pure una seconda!!! EVVAIIIIIIIIIIIIIIIIII!!!

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Saturno EVVAIIIII!!! + Bolle

di littlecorner.it (02/03/2007 - 14:47)

Che bella la videochat di Ozpetek di oggi su Repubblica! E soprattutto le sue parole così vere sui politici!!!
Altra bella videochat fu quella di Roberto Bolle sul Corriere. E anche lì uno che poteva essere ritenuto bello e basta diede prova di notevolissima profondità e soprattutto di non essere uno che ha paura di non piacere al pubblico!!!
Grandi ragazzi!!!

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Nina

di littlecorner.it (01/03/2007 - 17:33)

Una volta tanto non ce l'ho con YouTube per plagi e simili. :))))
Una delle mie canzoni preferite, ricerca Mario Castelnuovo, al link
http://www.youtube.com/watch?v=2n_ivH3lXvg

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25

di littlecorner.it (01/03/2007 - 00:03)

No, non sono un'emula di Jack Bauer, anche se il doppiatore in comune ci sarebbe... no, è che tra poche ore, il I marzo, ricorrerà il venticinquennale della prima trasmissione di Lady Oscar su Italia 1.
25 anni fa.
Come passa il tempo, verrebbe da dire.
Preceduta da pubblicità anche sui giornali, su Oggi e Gente (fregati a mia nonna) "Le incredibili avventure di una splendida fanciulla travestita da ufficiale alla corte di Versailles" recitava il foglio, dagli splendidi disegni, che già mi avevano catturato e costretto a passare in fibrillazione i giorni precedenti, mi precipitai dalla lezione di danza per vedere, curiosa, decisa (come ogni volta che ho "svoltato" nella mia vita), pronta a mollare (senza indecisioni!!!) la rognosa Isabelle de Paris che andava in onda alle 19,45 su Rete 4 e di cui quella sera andava l'ultimo episodio (era una serie breve, come Jeanie dai lunghi capelli, di cui l'algido remake - niente di paragonabile - è andato pochi anni fa, orario pranzo, su Italia1). E così mollai Isabelle, pallosa, prosaica, scontata pure nel dramma. I disegni non erano paragonabili, la cura realizzativa era superiore, quelle splendide scene disneyane e che mi ricordavano così tanto il primo episodio di Lulù, la ragazzina piena di energie arakiana anch'essa, poi, quella scena incredibile di loro due seduti di fronte allo specchio d'acqua, quei discorsi che anche a noi era capitato di fare, adolescenti, indecisi, rabbiosi, scorati, incompresi, soli (anche tra mille uomini, per citare il sommo Harlock nel doppiaggio di Gianni Giuliano). La sorpresa di trovare la voce di Actarus invecchiata al babbo (!!!) e tante altre cose, compreso il sommo Massimo Rossi, che avevo avuto la fortuna di vedere in intervista l'estate prima su TVQ per Terence e Shia (la cassetta è ancora nel mio fondaco). Venne la primavera, il trauma prima dell'episodio 26, con l'ansia per la sorte di André (era la prima volta che un protagonista veniva gravemente menomato), poi dell'episodio 28, perché fino ad allora le coppie dei cartoni non erano così, erano statiche e teoriche, non si strappavano la camicia, non si baciavano. Poi venne la pasqua di Barcellona, quella co
n la mia prima incursione in Francia, col giornalino con Oscar e André in copertina sotto il cuscino e la cassetta con l'episodio 28 ascoltata in cuffia per tutto il viaggio, coi ladri nell'albergo e i trans nelle Ramblas. Poi, il trauma dell'ep. 37, perché era chiaro cosa stavano combinando i due e io ero rossa d'imbarazzo, perché non me l'aspettavo, e poi vedere la scena con mio fratello presente, figuriamoci! Poi, l'attesa.
Poi fu l'estate col merchandising, il Corrierino coi fumetti e le interviste a Cinzia de Carolis con quelle belle foto. Per Oscar e André mi adattai in effetti a leggere il Corriere dei Piccoli, che, fino ad allora, avevo disdegnato - salvo alcuni numeri su Candy e immagini del film di Cyborg 009 in un servizio sull'animazione perché ero sempre curiosa di capire come si facessero i cartoni: leggevo Topolino, non mi piaceva leggere cose scritte per bambini, detestavo la Pimpa e la Stefi, non mi è mai piaciuta la letteratura per bambini, ho sempre pensato che ci siano testi validi in universale e non ghettizzanti o scritti per - lo trovo ipocrita, come se i bambini siano scemi e non in grado di capire. Mi adattai pure a sopportare la trasformazione di Candy Candy, che ospitava Lady Oscar in originale (la prima volta che ho letto il nome dell'autrice, finalmente!!!), in Candyssima e simili, io che ero allergica a robe come Cioè e che, mentre le mie compagne di classe sbavavano per Miguel Bosè, Alberto Camerini, Richard Sanderson e Pierre Cosso, mi rifiutavo di vedere pure roba adolescenziale (Il tempo delle mele l'ho visto per la prima volta nell'89!) e passavo senza soluzione di continuità dalle musiche operistiche al repertorio del balletto alle sigle dei cartoni, con una lieve digressione per il poetico e straniante Mario Castelnuovo (che continuo a seguire) e poi per Guccini. Insomma, pur di seguire i nostri, mi adattai a una rivista che sembrava sempre più stipata di modelle bambine e trucchi, cose senza sostanza, e sempre meno di immagini di fumetti, che invece erano quelle che mi interessavano (schiavi già allora della moda...). Sempre di quell'estate, il Bimbumbam in cui Oscar rispondeva alle domande dei lettori con filmati a cui Cinzia aveva prestato la voce. Mi toccò così sopportare le invasioni dei tre conduttori sui cartoni, il fatto che spesso non sapessero di cosa trattavano, e pure l'ignobile Uan!!! Che cosa non si fa... Ci fu, anche, l'invenzione sul Corrierino del compleanno di Oscar il 28 luglio, l'episodio in cui André le regalava un tamarrissimo anello (con brillante) di fidanzamento (maro', che cattivo gusto!!!). La falsa promessa su Italia 1 della seconda serie. Invece, arrivò l'album Panini, dolorosamente e prima che lo svelasse la replica, completa, stavolta, degli ultimi tre episodi, con la fine. La morte.
Fu tremendo leggere come finiva. Leggerlo in anticipo. Ma, col senno di poi, non oso pensare cosa sarebbe stato scoprirlo dalla tv. Tra l'altro l'album non svelava i particolari, il come, quindi ogni attimo di quegli episodi fu una cosa indescrivibile.
Fu come perdere due persone care. Anzi, togliamo quel "come". Lo è ancora.
Ma quel I marzo 1982, ancora non sapevo. Tutto era ancora possibile. Tutto era, ancora, all'inizio.

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