Cielo, è natale!
Giuro, me ne ero dimenticata. Ero convinta di avere una settimana in più. Forse è una costante della mia vita, quella di pensare di avere sempre più tempo... e così non so che regali comprare. -_-; Uff... ma in Finanziaria non hanno previsto, che so, una proroga, un condono, una prescrizione? Hanno depenalizzato il falso in bilancio, ma il de-timing in natale è ancora lì, senza appello. -_-; E poi dicono che la politica è al servizio della gente...
L'ombra del vento di Ruiz Zafón
"L'Ombra del vento" di Carlos Ruiz Zafón rappresenta un caso editoriale nato dal passa-parola tra i lettori. Me l'ha regalato un'amica, oltre che donna di gusto, ottima disegnatrice e scrittrice, in un momento buio, con una bellissima dedica. Ed è stata una lettura straordinaria, che mi ha catturato. Una delle prime pagine più belle mai lette da tanti anni, uno stile onirico e concreto insieme, pari a Remarque (ma sono ricordi del 1985), un libro che narra del destino, dei destini paralleli, che narra della passione per il raccontare, per il leggere, per l'amare come fossero nostre le storie che ci catturano. Che narra di ossessioni e di ineluttabilità. Che trascina nelle vie, nelle stanze, nelle soffitte, nelle vite dei protagonisti. Un libro che fa male, a tratti, e che disturba, e che si vorrebbe andasse in un altro modo, perché i personaggi, su tutti i piani, sono avvincenti, e la storia coinvolgente. E si vorrebbe salvarli, consigliarli. Si resta lì, invece, attoniti, avvinti, coinvolti, toccati, a leggerli vivere le loro esistenze.
Bellissimo, straordinario, non può non piacere a chi ha amato Lady Oscar e ama smarrirsi nelle possibilità parallele - smarrite, riprese, interrotte, rincorse, incombenti.



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