Sottigliezze: erotico, intimo.
Non che io abbia problemi – anzi, spesso me lo hanno rimproverato – a rappresentare scene più o meno calde.
Quando ho voluto, censure permettendo, l’ho fatto.
Se scelgo di rappresentare qualcosa, lo faccio con onestà, perché lo sento.
I disegni presentati nell’ultimo update erano particolari. Non si ispirano a momenti sexy, ma a momenti molto intimi.
Mi rendo conto che la barriera linguistica o quella pregiudiziale (mi riferisco alla non conoscenza del testo) possano indurre in equivoco, ma il testo, sia nella sua complessità, sia nelle parti richiamate sotto le immagini, chiarisce molto bene il senso di quei disegni. E, anche senza testo, le immagini non evocano se non intimità e raccoglimento tra due che si amano.
Penso sia molto umano.
Quando presentai, ad inizio agosto, gli schizzi alle proof-reader, mi fece piacere il loro entusiasmo, mi divertii a raccogliere i commenti, le osservazioni, cercai di spiegare. Ognuna di loro percepiva un aspetto più vicino al proprio sentire. Fu molto bello. Mi resi, però, anche conto che le loro reazioni erano molto importanti per fornirmi un’idea dell’impatto esterno delle immagini su qualcuno che non le aveva disegnate e non aveva l’opinione dell’autore a spiegare. E quindi scelsi dei director’s cut in modo da presentare l’essenza della scena e non disperdere l’attenzione (o suscitare commenti o pruderie che avrebbero solo distratto da quello che mi interessava passasse).
Tra l'altro, non c'è bisogno di urlarlo, il feeling tra due che si amano. Credo che quei disegni bastino così come sono a dare l'idea della tensione emotiva tra quei due. Rappresentano momenti molto intimi.
Ripeto, niente contro l’erotismo, la fisicità. Per me è molto importante rendere in maniera forte, credibile, umana i personaggi.
Ho qualcosa, invece, contro la volgarità. A volte non basta rappresentare un corpo infilzato sopra un altro per evocare la sensualità.
La sensualità nasce, nella rappresentazione grafica, da altre cose. Bisogna far vivere le immagini. Bisogna saperle far vivere. Sono le espressioni. Sono i particolari di una posa. Non LA posa. Sono sguardi, gesti. Io credo che riuscire, quando si disegna, ad evocare sentimenti o sensazioni sia qualcosa che si ha o non si ha. E che non sia affatto scontato.
L'erotismo è una cosa che mi tocca, nelle immagini. A volte corre un sottile filo di erotismo anche dentro disegni che apparentemente non sembrano tali e però non sono splatter. In questo, mi piace molto Manara, che è, sì, molto esplicito, ma riesce ad evocare, nei disegni, un’eleganza intrinseca. Altri disegnano scene simili, ma con volgarità, come esibite.
E un conto è esibire, un conto è saper evocare.



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