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De.licio.us

Il coraggio di tradire

di littlecorner.it (03/12/2009 - 15:19)

No, non parlerò di corna...
Semplicemente, queste riflessioni mi vengono dall'occasione della lettura - e, successivamente -, dei commenti relativi ad un testo che ho ricevuto, da A., per il sito. Mi sono resa conto, nel parlarne, nel risponderle, che ne veniva fuori un'analisi di alcune situazioni, così, ho deciso di postare le mie impressioni su Oscar.

Oscar cresce da figlio maschio. In casa, dopo suo padre, è lei il "master". Questo ha un peso.
Inoltre, Oscar è, già adolescente, un personaggio pensoso, molto maturo. Figuriamoci da adulta.

E’ un personaggio problematizzante.

Una che ci mette anni ad ammettere di poter provare un sentimento di amore. Che, poi, impiega anni ad ammettere che André l'ama. E, ancora, impiega anni, prima a capire che lo ama, poi a comunicarglielo. Si ha a che fare con questo personaggio.

Oscar, tra l'altro, è un personaggio difficile e variamente rappresentato. Nel manga la vediamo prendere a sculaccioni la nipote, urlarle e non indulgere con lei, anzi, spazientirsi, spedirla in collegio senza tanti sensi di colpa. Mentre di Maria Antonietta si sa che amava i bambini, anche se coi figli fu un fallimento, soprattutto con la maggiore. La Ikeda stessa quando parla di come lei vede Oscar, cita il divo trans Kamijo. E, se lo dice lei…

Oscar, da una fase molto precoce della sua giovinezza, comincia a porre in discussione alcune cose - se vogliamo, il percorso è più lento, presentato molto bene in questo, nel film di Demy dove ci sono momenti di ottusità totale che infastidiscono, certo, ma rendono bene l'idea -.

Lo fa lentamente, soffrendo, ma non dando niente per scontato. E, su più piani, da quello politico, a quello sociale, a quello di lavoro, a quello, più strettamente personale dei sentimenti, cambia. Osa. Tenta, si interroga. Attenzione, il suo non è un interrogarsi entro binari certi. Tanto è vero che la Ikeda le mette in mano tomi di un certo peso politico - e il padre, con l’aerea leggiadria che gli è propria, glieli sventaglia via dalla scrivania.

Per di più, Oscar si interroga in maniera profonda. Non va dal suo team di precettori e si fa raccontare le headlines dei concetti (come, che so, si va su Wiki e ci si informa su qualcosa), no. Oscar si sporca le mani fino in fondo, per volere della Ikeda, si procura le opere dei philosohes, e se le legge. C'è una bella differenza tra il sunto di un concetto e leggere direttamente il concetto - e il ragionamento che porta ad esso - e il tipo di approccio e di comprensione e di profondità di sapere che danno. Uno è più superficiale, veloce, l'altro, ragionato. C'è già una bella differenza tra la Storia della filosofia, la materia che sorbiamo a scuola, e la filosofia ex se...

Per tornare al personaggio, Oscar dice addio a tutto. In modo barocco e ampolloso nel manga (saluta pure Fersen), in modo simbolico nel cartone (si strappa l'emblema).

Oscar rovescia il suo orizzonte politico e personale. Saluta il padre. E se ne va.

Ha accanto un compagno, che non sta granché bene, sa di non stare bene lei stessa, fa le sue scelte politiche, e via. E' una rottura radicale. Sofferta, soffertissima, ma che non nasce lì, in quella manciata di episodi convulsi. Nasce da prima. Oscar prende a contestare da prima.

E’ una contestatrice, è autonoma, ma non è un caso.

Non è stata cresciuta come si sarebbe cresciuta una figlia femmina, ma come l’erede del casato, buoni studi, precettori, e, non ultimo, un compagno maschio, un esempio maschile coetaneo, accanto.

E, però, tutto questo creare il figlio maschio, dà i suoi frutti.

Talvolta, insperati.

Oscar non solo assorbe gli studi, certamente più curati che per le sue numerose sorelle, Oscar matura. Cresce. E, intanto, viene maturando anche idee proprie. Non idee da salotto e da conversazione – certo, anche quelle, vediamo praticarle brillantemente -, ma idee personali. Il rischio di una educazione mondana, complessa, articolata…

E, infatti, il padre la prende a schiaffoni e cerca di incardinarla anche attraverso André. Oscar non vorrebbe l'uniforme che il padre le appioppa. Si incazza quando il padre le manda André per farla ragionare, poi, dopo un po', vede la miseria e le prevaricazioni feudali legalizzate (Guemenée, Pierre, Arras, Robespierre, che, non a caso, ricorre nella storyline e nella scelta di Arras). Il padre le ha messo accanto André, ma non considera che quello, dall’ottica di Oscar, che con André passa parecchio tempo e vita, è un punto di contatto continuo con la condizione borghese, o, peggio, popolare.

Oscar, forse, per questo vive con un senso di colpa latente nei confronti di chi è in posizione deteriore.

Oscar definisce Maria Antonietta una bambina viziata e guarda con occhio critico le sue tante distrazioni, ne ha però rispetto nel momento della batosta du Barry e per una certa sua integrità e innocenza interiore; in seguito mostra una dolorosa comprensione per la du Barry nel momento della sconfitta e della solitudine, accoglie Rosalie e cerca di darle un'educazione, ha un certo rispetto per Jeanne, che si è fatta da sé. Oscar è integra, integerrima, non è persona da compromessi, ma capisce chi i compromessi, per necessità della vita, è costretto ad affrontarli.

Fatto sta che questo, ad un certo punto, esplode. La via è Bernard nel manga, mentre invece, nell'anime, sono Bernard, André che la provoca con le sue scelte e le sue parole, e anche ad Alain che è una spina nel fianco perenne. Questo sommato, da parte di Dezaki, alla scelta di fornire allo spettatore un più ampio spaccato sulla condizione di degrado sociale.

Si parla, quindi, di una rottura radicale e totalmente fuori dal binario in cui si supponeva dovesse scorrere la vita di questo personaggio.

Ecco, quindi, bisogna cercare di comprendere anche questo lato, immedesimarsi in cosa si prova, a vivere un "deragliamento" di anni. Così lungo.

Altra cosa. Oscar attacca a bere più pesantemente proprio in concomitanza con il farsi più forti i suoi dubbi socio-politici e con la scoperta del proprio amore verso André, e la cosa peggiora quanto più la sua rivelazione di questo sentimento al diretto interessato si avvicina, inevitabile. Oscar beve e annega il conflitto che sta vivendo nell’oblio dell’alcool. Sta già con André e la vediamo ancor più intensamente armata di alcool.

Non credo sia un caso. La Ikeda sceglie questo simbolo per rappresentare un cammino interiore irto di ostacoli, di freni, di vincoli.

Oscar beve, infelice, cerca rifugio nell'alcool, proprio nel momento in cui potrebbe osare essere felice. Invece, ha talmente tante costrizioni, addosso, dalle quali fatica a liberarsi, non ultimo il senso di colpa verso quello che suo padre (e la società) vorrebbe lei fosse, che ha bisogno dell'alcool per sostenersi.

Io non credo sia un caso. Credo che la Ikeda sia stata straordinaria, in questo, come in altre piccole scelte. Lei, verbosa, in quel bicchiere, capolavoro di non detto, ci racconta il dramma dei figli che escono dal seminato.

Dei figli che si sentono in colpa a tradire i genitori nelle scelte attese, nell’ammettere di poter amare qualcuno diverso dai genitori e, peggio, qualcuno che i genitori non vorrebbero mai. Dei figli che osano crescere e diventare adulti e dire no.

Non solo, il dramma del coraggio di tradire i propri genitori, le proprie radici.

Il dramma di cercare (a volte, non trovando neppure) se stessi.

Ulteriore escalation.

Oscar si ammala del tradimento al suo mondo, al casato, al padre, alle scelte impostele. Oscar, letteralmente vittima di se stessa e della propria scelta di libertà, ne muore. Prima si ammala, poi si espone al punto di far ammazzare André e, dopo, se stessa.

Se non è riuscito il padre, ad ammazzarla, complice André, sta a lei provvedere. In un modo o nell’altro.

La perfetta metafora del dramma del figlio. Che o convive col senso di colpa, o si libera, morendo, o ne esce.

P.S. Ovviamente, tutti speriamo che trovi il modo di liberarsene, quindi, stiamo lì a ravanare, a scrivere racconti e continuare a vivere.

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Risse ed *ENORMI* sex-symbol

di littlecorner.it (02/12/2009 - 19:56)

Ripensavo, qualche tempo fa, alla diversa gestione della rappresentazione dei conflitti tra la Ikeda e Dezaki.

In particolare, alle risse di Dezaki. Una novità, in cui scopriamo André, usualmente taciturno, ben disposto o, perlomeno, non contrario a menare un po' le mani. In realtà, a ben guardare, non tutta questa novità, dal momento che anche la Ikeda fa esplodere in varie maniere André, tra accapigliamenti (nel senso letterale del termine: andate a riguardare le vignette con Alain) durante le scazzottate e tazze volanti (e purtroppo non bollenti).

La rissa, dunque, assume una funzione di valvola di sfogo, attraverso la quale André scarica rabbia ed aggressività.

Nel manga lo fa tirando, in un modo poco "da maschio", i capelli ad Alain, per di più reagendo a provocazioni verbali tipiche delle donne. Nel corso di questi alterchi la Ikeda gli fa pronunciare alcune cose interessanti ma, a ben guardare, dirette all’ego della donna – l’uomo nella Ikeda esiste per compiacere l’ego della donna, anche facendola soffrire: l’uomo nella Ikeda, per quanto carnefice, rende la donna centrale.

In Dezaki, invece, André si scatena, sebbene provocato – santa provocazione! – e scarica, come contro un cuscino, la sua rabbia. Beve, urla, strepita, canta (ci hanno privato dell'esperienza, ma quant'è più bello quel "Per dimenticare non c'è niente di meglio che bere...") e picchia, duro, durissimo. Le dà e le prende, più volte. Sembra un tema caro a Dezaki, questo, che torna, ricorre. Quindi, non più il damerino impomatato che, per accoppare Oscar, si infiocchetta, evidentemente pensando di porsi al livello quantomeno di Giro, ma un giovane che, per trovare la sua strada, cerca un lavoro e si pesta coi colleghi, accettandone il bene e il male, la compagnia, la goliardia, il nonnismo e tutto.

La rissa, dunque, come nobilitazione del personaggio, a renderlo meno "bikei", come umanizzazione del personaggio. E, dentro il personaggio, come modo per scaricare le tensioni, le delusioni, il dolore.

E’ un metodo valido.

Altra cosa su cui rimuginavo: Sex Symbol or not?

Voglio dire, André dalle spalle immense, squadrate, dai fianchi tanto magri da essere impossibile piazzarci un intestino, André narrato in fanfic, magnificato in disegni. Evabbè. André TROMBEUR, autore, suo malgrado, nel fandom, di inenarrabili (nel senso letterale, ahimé) prestazioni. Va bene. André piace.

Ma come mai, presso un numero sempre più crescente di fan, forse di età un po' più matura di altre, sebbene continui indefessa la stima per il Grandier, invece è il Soisson ad essere il reale sex-symbol, il personaggio realmente al centro delle fantasie? Quando si tratta di trasgredire, fateci caso, è con lui che avvengono le trasgressioni più forti e, spesso, più proficue del fandom, mica col Grandier, che viene relegato sì al ruolo di stallone, ma classico, il candidato paterfamilias, il terribile inseminator, l'infiocinatore delle ovaie femminili, quello sfigato che, ogni volta che anche solo pensa di trombare, rischia di ingravidare mezzo parterre muliebre di personaggi. Povero Grandier, con lo spermatozoo, come dicono Sonia e Sydreana, col mirino! Non sarà il caso di  finanziargli una vasectomia radicale, tipo ci diamo un taglio, suvvia, un taglietto, e passa la rogna? O una scorta di pillola-cerotto-klaira o una sovvenzione di essure alle sventurate che sono sottoposte a un cotale rischio? E, invece, zitto zitto, il Soisson ha uno zoccolo duro (LOL) di mature estimatrici, che ne fanno il loro... ehm... stallone... non riproduttore (tranne eccezioni, colpa mia)... -_-; In effetti, come mai tanta differenza?

In fondo, la Ikeda ha fatto riprodurre due individui inutili come Rosalie e Bernard, mica i nostri! Eppure, eccolo là, il candidato *PAPI* (ehm, di questi tempi...) perfetto, il tonto pronto ad ingravidare l'utero di turno.

Chissà come mai? Il Grandier è troppo classico? Troppo tradizionale? Troppo amato, idealizzato, al punto che, con lui, non si osa e lo si condanna al ruolo de quo? Questione, dunque, di ruoli? Di... spalle? Ampie, amplissime, smisurate? Mentre il Soisson sarebbe trasgressivo e, quindi, con lui si oserebbe, liberandolo dal gravoso compito di fecondare le meschine?

L'enorme, insomma, come in fase di proof-reading di Chris abbiamo chaimato Al, alla distanza (ehm, sempre questione di... misure -_-;), la spunta.

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da Sonia: novità ulteriori su Fersen

di littlecorner.it (15/10/2009 - 17:49)

I conti tornano: allusione al prossimo film su Fersen ma anche alla verifica della notizia. Sarebbe stato più rapido fare una chiamata in Francia, ma quando c'è a disposizione uno strumento gratuito e potentissimo come internet, perché mai?

Credo di poter confermare al 90% che "Axel von Fersen" segnalato da IMDB come in arrivo per il 2010 è "Fersen - Time is about to change" del sito della Ironwood.

Ecco le fonti su cui mi baso:

http://cinema.theiapolis.com/movie-0CG0/axel-von-fersen/
come si si può notare il produttore, Ulf Ahlberg , è della Ironwood:
http://ironwoodfilms.com/TheProductionCompany.aspx

Da qui invece possiamo risalire al nome dell'altro produttore, Tony Krantz:
http://people.theiapolis.com/producer-001G/tony-krantz/

Ecco un breve cv dello sceneggiatore, a maggior conferma:
http://www.imdb.com/name/nm0959731/

Infine una chicca: da Googlemaps sono riuscita a reperire l'indirizzo svedese della Ironwood - sul sito c'è solo la casella postale - e ho scoperto che è singolarmente vicina alla alla casa di Mikael Blomkvist :) Una chicca per tutti gli appassionati di Millennium.
http://maps.google.it/maps?hl=it&safe=off&client=firefox-a&ie=UTF-8&q=ironwood+stockholm&fb=1&gl=it&hq=ironwood&hnear=stockholm&cid=15857808568066419132&li=lmd

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da Sonia: Fersen prossimo venturo e rivoluzioni

di littlecorner.it (10/10/2009 - 23:28)

Ci sono due pubblicazioni interessanti, una già presente in edicola e una a venire sugli schermi, che vorrei segnalare.

In primis abbiamo Focus Storia n. 35, Settembre 2009, dedicato alle "grandi rivoluzioni": dagli Stati Uniti alla Francia, al '48 italiano fino ai nostri giorni. Come nello stile di Focus, gli articoli sono interessanti e seguiti da una bibliografia accurata e alla portata di tutti

E poi una notizia di cui seguire gli sviluppi: sul sito della casa di cinematografica svedese Ironwood (http://ironwoodfilms.com/start.aspx) si parla di un futuro film su Fersen.
Il titolo è Fersen - Time is about to change.
Questo il link http://ironwoodfilms.com/Fersen/
Purtroppo la mail della Ironwood non funziona, quindi non sono riuscita a contattarli direttamente. Ma, tramite amica di amica, ho fatto telefonare da uno svedese alla sede di Stoccolma. Lui non ha chiesto informazioni di dettaglio ma ha riferito che la Ironwood è viva e attiva e il suo presidente, Ulf Ahlberg, era, al momento (fine agosto) nella sede parigina.
Su IMDB si trova questa traccia http://www.imdb.com/title/tt1142968/
Forse si riferisce al lavoro della Ironwood? Non resta che seguire gli indizi e aspettare.

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many and many a year ago

di littlecorner.it (09/10/2009 - 01:50)

mi hanno dato da pensare le ragazzine a danza. Loro guardano Amici. Le mie compagne di classe impazzivano, allo stesso identico modo, per Miguel Bose. Allora a me non interessava, ero tutta presa dal mio mondo di cartoni e non le capivo.
E però...
E però...
Ancora una volta Massimo Rossi.
Lo doppiò in uno sceneggiato (all'epoca non si chiamavano fiction ed era tutto un altro livello culturale) e questo mi costrinse a fare i conti col personaggio.
Poi ci fu un Sanremo. E mio fratello, immancabilmente, li guardava. E lui fu bravo. E la canzone era bella. Bella bella. Di quelle che si i insinuano nei ricordi.
http://www.youtube.com/watch?v=7u6J1j7oSRM

Qui versione con la simpatica Shakira
http://www.youtube.com/watch?v=UDdp28d1-D0&feature=related

Qui live
http://www.youtube.com/watch?v=HBVIycyz16Q&feature=related

Tenuta tra i ricordi di cose belle per anni. Assieme a quel doppiaggio. Assieme ad Almodovar.

Poi, stasera, a danza, facciamo un po' di centro con quella musica. E tutto si risveglia...

Meraviglia! Troppo bella!!!

Presto post miei e di Sonia (i suoi veramente interessanti). Perdono, il tempo è tirannissimo e ho cambiato studio legale. Sono davvero contenta del cambiamento, ma il tempo non esiste più.

Intanto confermo il II volume di Liberté e il nuovo Fanart Calendar a dieci anni di distanza dal primo, sempre Elena ed io. :)

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Collecting Oscar - plus

di littlecorner.it (31/07/2009 - 14:22)

Ovviamente il riquadro della home di Repubblica riportava Oscar, che è bella nota, e ovviamente è sua (pardon, dell'agghiacciante monoblocco che molte di noi posseggono) la foto principale dell'articolo sul collezionista Fabrizio Modina.
http://velvet.repubblica.it/fotovideo/home/7037713?ref=rephpsp1

Qui l'articolo, attenzione, è lungo tre pagine.
http://velvet.repubblica.it/dettaglio/lossessione-della-cyberforma/61432

Immagino che Alex potrebbe tranquillamente fare concorrenza a tale collezione. ^_-;

Qualche settimana fa su Tmc hanno anche pubblicizzato, sempre con richiami ad Oscar, il "Dizionario dei cartoni animati", di Simion, uscito da poco.

Parlando d'altro.
E' prevista per gennaio la traduzione della raccolta di racconti brevi "Coule la Seine", di Fred Vargas, da tempo uscita in patria. Per parte mia, in mancanza di meglio, sto ri-rileggendo (perso il conto) la serie completa. E che bello ritrovare i tre storici (Marc è sgangherato come me - ma io non sono brava ad arrampicarmi, Mathias piace alla mia cara amica), Kehlweiler gotico con la faccia da tedesco, e Adamsberg. Per tacer del gatto Boule. Fred Vargas crea dei personaggi che ti restano accanto, non scompaiono con l'ultima riga del libro.


Grazie ad una cara amica ho potuto vedere (finalmente) Petra versione video. Beh, capisco perché la Gimenez-Bartlett non fosse entusiasta (eufemismo). Si salva però la bella Renault Mégane gialla - ma quella è un vizio di famiglia.

P.S. Gaia è tornata!!!! :DDDDD

P.P.S. qui siamo al lavoro ^_-; nell'inequivocabile senso buono del termine (equini sul tavolo da disegno e qualche progetto di cui parlare con Elena)

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Crudeltà (dis)umana

di littlecorner.it (27/07/2009 - 14:51)

Nei mesi scorsi ho dovuto concentrarmi sul fumetto. Poi, ad aprile, è successo un casino a mio cognato, che è ancora ricoverato sul confine svizzero. Insomma, ho avuto altro per la testa.

Quello che è successo a mio cognato ha comportato molti cambiamenti. Cambia la vita in casa, queste cose sconvolgono, anche se si pensa di essere abituati. A volte, la malattia di un genitore è diversa da quella di un fratello maggiore, nei confronti del quale c'è un certo tipo di rapporto.

Dicevo, cambiano molte cose, si deve essere più elastici, si parte senza preavviso. Ecco, per chi non ha parenti intorno, dover partire lasciando in casa due gatti non è banale. Al che, si mendica per un giorno il favore dal fratello che vive al piano di sotto, per un altro paio si paga qualcuno, qualcuno peraltro che conosce bene la casa i suoi usi e le sue necessità e che guadagna 50 euro.

Quando poi i rientri, per superiori esigenze (effetto Voldemort -_-;), slittano, è un casino.

Ecco, io dovevo rientrare venerdì, poi il rientro è slittato a sabato e poi ancora di mezza giornata.

Quando sono rientrata le persone a cui avevo affidato casa e i gatti mi hanno fatto trovare una situazione disastrosa. Casa, che doveva restare con due vasistas e la gattaiola aperta, chiusa, un forno, essendo il sottotetto. Il mio gatto Buffo chiuso dentro, disperato. La mia gatta Gaia sparita.

Si tratta di persone che conoscono bene casa mia, i suoi usi, e che sanno come doveva essere lasciata. Si tratta di persone che potevano essere considerate di fiducia.

Non si è capito cosa sia successo, ma Gaia è sparita. Forse è rimasta fuori, col caldo, e ha cercato di procurarsi acqua, io non lo so, perché la gattaiola sapeva usarla. Però non c'era, non torna e non si trova.

Non c'è molto altro da dire sulla fiducia che si ripone negli altri, sulla corrispettività di prestazioni retribuite, sulla crudeltà nei confronti degli animali indifesi e che non possono raccontare cosa viene loro fatto.

Perché non controllare quanta acqua c'era? Perché non controllare se i gatti potevano o no uscire ed entrare in casa e nei balconi? Quelle persone erano lì per questo, una come favore personale, l'altra pagata, per lavoro. Se avessi voluto abbandonare i miei gatti non avrei potuto combinare peggio di quello che hanno combinato loro.


Incollo questo link. Non ho altre parole, solo tristezza, preoccupazione per la mia Gaia e un terribile vuoto dentro.


http://fiscalelegale.blogspot.com/2009/03/maltrattamento-animali.html

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Amico mio, mia giovinezza (Il mio miglior amico)

di littlecorner.it (13/02/2009 - 01:14)

Oscar parla di André come suo miglior amico. Fersen contraccambia con Oscar usando la stessa espressione. Possiamo ben immaginare la frustrata contenuta gioia con cui i rispettivi oggetti di cotale appellativo apprendano ed accolgano la ferale notizia, simile manifestazione non richiesta di apprezzamento e stima.

André e Giro, invece, che sembrano più diretti nei sentimenti, sia pure contorti, di amicizia non parlano. Anzi, se ne guardano bene. Alain neppure.

André, Giro ed Alain sono i tre che si dichiarano.

André vive per vent'anni e passa accanto ad Oscar. Il suo imprinting infantile dev'essere stato con lei, la dispotica ma affettuosa figlia del capo. Cosa avrà provato nei suoi sentimenti? Amicizia, sicuramente, ma allora perché non si esprime definendola "La mia migliore amica"? Forse perché la consapevolezza del sentimento di amore verso di lei ingloba da molto presto il sentimento dell'amicizia.

Amicizia, complicità, condivisione tendono a far parte del sentimento d'amore. Forse per questo, dunque, André non sente il bisogno di specificare che Oscar è la sua miglior amica. L'amore lo ingloba e, dunque, forse lo dà per scontato.

Forse.

Siamo tentati a supporre di sì. André viene rappresentato come un personaggio riflessivo che, perlomeno nell'anime, va a mitigare il focoso carattere di Oscar. Meno riflessivo, più verboso certamente, ma ugualmente mitigatore (la scena della carrozza con Oscar che fa letteralmente fuoco e fiamme di fronte all'omicidio di Pierre) anche nel manga, con i suoi pensieri su di lei (belli, peraltro). Eppure non sente il bisogno di affermare una scala di valori nell'amicizia.

Forse è vissuto solo in un giro ristretto e le amicizie latitano.

Forse ha confuso amicizia ed amore ed ecco spiegata la sua più che ventennale super-infatuazione.

E se, invece, una miglior amica l'avesse avuta? Al di là di Oscar?

O un miglior amico (perché siamo sempre portati a suppore che, essendo il miglior amico di Oscar, debba per forza avere un'amica donna e non uomo)?

Agghiacciante scenario. Soprattutto in prossimità di San Valentino.

A noi, non è dato saperlo, anche se immaginiamo (siamo onesti: immaginare non è esattamente il termine giusto, diciamo piuttosto scongiurare) tutti di no.

Tra parentesi: che belle quelle puntate di Capitan Harlock da cui prendo spunto per il titolo. Perché le realizzazioni successive non sono riuscite ad eguagliare quella malinconia, quei personaggi, quelle musiche, quel doppiaggio?

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Uno stato di diritto

di littlecorner.it (10/02/2009 - 00:26)

Segnalo il bell'articolo di Rodotà che fa luce su aspetti non considerati di una vicenda in cui molti politici (e non solo loro) hanno fatto una figura a dir poco odiosa.
Eppure viene da domandarsi se esista ancora uno stato di diritto in Italia...

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/politica/appello-liberta-giustizia/tsunami-costituzionale/tsunami-costituzionale.html

Interessanti anche le osservazioni qui riportate sull'uso insistito di una certa terminologia e sull'uso dei media.

http://www.unita.it/news/81331/la_foto_che_manca

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Friends

di littlecorner.it (21/01/2009 - 20:38)

Non ci sono molte parole, e ce ne sarebbero, invece, moltissime, per quello che sento e vorrei saper esprimere meglio. Un senso di gioia, appagamento, come di luce, perché ci sono delle persone, delle amiche, che sono straordinarie. Diverse, tra loro, a volte diversissime, ma incredibilmente presenti, care. Magari dopo un silenzio, un pensiero, quello perfetto. Magari col libro o l'oggetto giusto per te. Pensavo, mio padre, no?, neanche si è ricordato il mio compleanno, non parliamo del natale. E mica solo questo... eppure, io sono stata circondata dall'affetto di queste ragazze carissime, dal fatto che, a suo modo, ognuna avesse trovato un qualcosa per me, qualcosa che mi piace davvero e che mi onora, in quanto scelto da quella persona per me. E sentirmi circondata dal loro calore, ripensarlo, a distanza di tempo, è rinnovare quella gioia ed, anche, lo stupore, perché non c'è niente di dovuto, in realtà, ed è meraviglioso che loro abbiano voluto avere un pensiero, un gesto, proprio per me.
E' straordinario. Davvero.
Grazie, ragazze. Grazie.

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playing CAT and mouse with me

di littlecorner.it (08/11/2008 - 16:37)

C'è qualcuno che, a distanza di anni, ancora prova o si illude di provare il sadico piacere di tentare di contattarmi e tormentarmi.
C'è qualcuno che arriva a fare una stronzata simile per riempirsi la giornata, l'oretta libera, la vita - che dev'essere ben misera, per arrivare ad immaginare di tentare di disturbare una come me. Che contorsione mentale.
E' una cosa che avviene ogni tanto, e stavolta, puntualmente, con l'uscita del fumetto, capita di nuovo.
A questo qualcuno io non rispondo.
Io ho la mia vita.
Ho fatto le mie scelte anni fa.
E non intendo avere contatti con questo qualcuno né intendo accettare che questo qualcuno tenti di giocare al gatto col topo con me periodicamente, con mail anonime o pseudonime, tentativi di contattarmi e via discorrendo.
Io sono una persona normalissima, ho i miei contatti, mi fa piacere ricevere posta relativa al sito, di solito se posso rispondo, e ho una vita sociale normale, però questo non lo accetto! Né accetto il fatto che chi di me si è fatto (e ha nutrito a bella posta, per sé e la propria cerchia) un'opinione tutta sua (per non dire altro), cerchi di approfittare dell'uscita del fumetto per mettermi in pessima luce, indurmi a reazioni, screditarmi.
Io non ci sto.

Io sono una persona libera.

E scelgo di dire NO!
ORA BASTA!

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Omaggio a Matteo Setti e Giò di Tonno

di littlecorner.it (02/11/2008 - 01:12)

http://it.youtube.com/watch?v=P56B5MqK7PE&feature=related

http://it.youtube.com/watch?v=nu0U-rqVnUA&feature=related


Detesto certe sparizioni di artisti, che tanto somigliano ad abusate pratiche di silenziamento attuate dell'università italiana e da molte aziende: sotto gli iceberg dei titoli e degli organigrammi si oscurano i sommersi.
Così, chi si fa il mazzo e lavora non esiste perché non viene nominato, mentre i fighetti svettano negli organigrammi e nei posti che contano e si prendono i commoda. Siamo in Italia, no? -_-; Che altro ci si può attendere?

Certa gestione del potere fa schifo, però, almeno, c'è chi non dimentica. E io voglio ricordare quanto sono bravi questi due ragazzi, che hanno fatto vivere Notre Dame italiana

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Doujinshi Liberté in uscita a novembre

di littlecorner.it (01/11/2008 - 19:01)

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Maindoujinshi.htm
Qui tutte le indicazioni, in concomitanza con l'update del sito. >< E' stata dura...

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Uscita fumetto Lady Oscar

di littlecorner.it (30/10/2008 - 18:04)

http://www.comicsblog.it/post/3782/il-manga-le-rose-di-versailles-di-riyoko-ikeda-viene-finalmente-pubblicato

Con un certo ritardo rispetto a quanto annunciato, il 24 ottobre è uscito Le rose di Versailles, riedizione della nostra curata dall'autrice.

Altra uscita, sempre relativa alla nostra, riguarda noi. Liberté è pronta e nel prossimo update daremo l'annuncio. :)))
Il che non significa che posso mettermi in relax, dal momento che devo inchiostrare le matite del prossimo episodio. Per un'idea dei tempi, le matite le ho terminate nel 2004. -_-;
Ma ora pensiamo a questo primo volumetto, e speriamo che piaccia. :)))

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Chi lavora per la gloria... e chi ci guadagna

di littlecorner.it (28/09/2008 - 11:53)

Non certo io...

Grazie per la segnalazione dell'ennesima rogna.

http://cgi.ebay.it:80/BOOKMARK-LADY-OSCAR-VERSAILLES-NO-BARA-Segnalibri_W0QQitemZ260290778103QQcmdZViewItem?hash=item260290778103&_trkparms=72%3A908%7C39%3A1%7C66%3A2%7C65%3A12%7C240%3A1307&_trksid=p3286.c0.m14

Anzi, tutti quelli che hanno scritto, per saluti, indicazioni musicali, condivisioni e varie, e non ho ancora potuto rispondere, scusatemi... sono indaffarata...

Laura

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Vecchie glorie

di littlecorner.it (17/09/2008 - 00:01)

http://es.youtube.com/watch?v=mf_iRocg01A

Tutti ricordano Sandokan, recentemente ripropostosi anche come naufrago, ma io preferisco ricordare la discrezione e l'eleganza di Carole André.
Era, quella che linko, una delle mie canzoni preferite, il lato B del 45 di Sandokan (ho anche il 33 con la colonna sonora). Forse poco valutata, ma a me è piaciuta sempre tantissimo, poi mi fa pensare ad Oscar...

Qui altra versione
http://es.youtube.com/watch?v=VJqilZeax9s&feature=related

Agli Oliver Onions dobbiamo anche Galaxy Express, Rocky Joe, Forza Sugar (quanto era carino!) e le sigle di Marco Polo, bellissimo, della Tms, introvabile (per me, almeno...) e lasciato solo alla forza dei ricordi (che, spesso, rendono tutto più bello).
Questo, Marco Polo:
sigla iniziale
http://es.youtube.com/watch?v=rQia_9Sso0E&feature=related
e finale
http://es.youtube.com/watch?v=8kvGUyWd2vs&feature=related
(qui sorvolando sul testo "la sua gente che lo ama sempre più": tutti sappiamo come finì Marco Polo al suo rientro). -_-;

Visto che siamo in tema di amarcord, La spada di King Arthur: ebbi in mano il 45 giri prima ancora di vedere la serie, nel 1981, e divenni una fan di Riccardo Zara (di cui avevo Viaggio di un poeta) e i Cavalieri del Re ben prima di Lady Oscar.
Il cartone anche mi piaceva, il mio personaggio preferito era, ovviamente, Tristano. :) E mi piaceva la ragazza, l'amica di Tristano, che indossava anche lei l'armatura, la bionda. Tanto per cambiare... ^_-;
Mi piacque meno, invece, la II serie, perché secondo me, tra personaggi nuovi e situazioni ripetitive, si era persa l'originalità della I. (ARGHHH, leggo che nel 98 è stato ridoppiato e risiglato da Mediaset in occasione della ritrasmissione ed è questa la versione commercializzata in dvd!!!)

http://es.youtube.com/watch?v=rQia_9Sso0E&feature=related
http://it.youtube.com/watch?v=JPdefyGzV3o

http://it.youtube.com/watch?v=uxi_TGPK3xA&feature=related (sigla Ii serie)

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Da Annarita con furore

di littlecorner.it (09/09/2008 - 14:19)

Qualcuna tra le fan più risalenti ricorderà la caccia alle musiche della colonna sonora di Lady Oscar, caccia a cui, tra il 2001 ed il 2002, una ragazza, amante della filodiffusione, diede una svolta, riconoscendo parecchi degli studi di Bach - noti peraltro a chi aveva fatto pianoforte -. Alcune musiche, nonostante tutto, sono rimaste ignote e non contenute neppure nel cd Kitty.
Anny, però, che ha studiato canto, mi segnala di aver trovato, finalmente, l'aria che viene cantata prima dell'attentato di Saint Just a teatro. Si tratta di "Lasciatemi morire" dall'Arianna di Monteverdi.
Ed ecco qui il link che mi ha inviato.
http://www.youtube.com/watch?v=GFOEuGJd-qA&feature=related
Grazie mille, dunque, Anny, e buon ascolto!

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Hokuto no... Osukaru °_° + Mr G

di littlecorner.it (26/08/2008 - 22:25)

Mentre continuano i miei impegni MOOOLTO oscariani - veterinario, spesa ^^; -, al centro commerciale m'imbatto in cartellone giant molto giant di "Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto". Siccome la cosa in sé, il fatto di un film su un cartone, intendo, almeno dalle nostre parti è strano - neanche Miyazaki ce la fa, per dire -, mi appropinquo. E che ti leggo? Lo staff: Michi Himeno, Shingo Araki (e Tsukasa Hojo). Maddai!!! Dopo aver ridato lustro ai Saints, ora tocca al bitorzoluto Ken? ^_-;
Comunque, ecco un link
http://www.hokutodestiny.com/hokutonoken.php?page=raoh_gaiden_gekito-hen
e qui il sito giappo
http://www.hokuto-no-ken.jp/

E con ciò, buon secondo compleanno di Mr G!

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Sounds, Words...

di littlecorner.it (21/08/2008 - 22:56)

Serata alle solite. Le undici e non si sa a che ora si cena o che...
Intanto stiro. E, al colmo della rivolta femminile, sommersa da una ben poco eroica ed oscariana pila di bucato, guardo, non sia mai, Lady Oscar. Anche il Grandier, non guasta. Il film Insieme per sempre, vhs Dynamic. E mi rendo conto che, non ascoltando da un po' la VULGATA, a parte svarioni assurdi (Hansel e le sue tavanate e una certa legnosità dovuta al pessimo adattamento), non è male, intendo, come loro, i nostri doppiatori, hanno interpretato (non voglio usare il termine recitare), come hanno donato le voci. Riascoltandolo con tanta distanza di tempo, non notavo più tanto le differenze di intonazione, ma le somiglianze, le sfumature. Anche se...
E però, permettetemi una cosa. La scena famigerata dello strappo della camicia. Sentito la musica di sottofondo? Conferisce alla scena un alone doloroso, maliconico, che grava su Oscar e André, sulla loro tristezza.
Bella, questa versione con quella musica. Diversa, ma bella. Di una tristezza infinita. Quella musica addolcisce tutto. La violenza che si prova, con Oscar, stemperata nella malinconia. E' una scelta notevole.
E poi, che emozione sentire Oscar chiamare André "Amore mio"... WOW! Quando, nel bosco, dice, con trasporto, "Amore mio, con te al mio fianco posso vivere per sempre...". Troppo, troppo bello... *_* Tutti abbiamo immaginato di sentirglielo dire: qui lo fa davvero! Non è poco. Dalla voce della mente, dalla voce dei racconti, alla voce reale. Gliel’ha detto. Era ora! Era ora! Un catartico “Finalmente!”.
E poi quell'addio, appena sussurrato, le loro parole pronunciate con pudore, discrezione, a bassa voce, in mezzo alla gente, che pure tace e si è fatta distante, muro di persone sospese nel limine del passaggio. Un addio in pubblico, per un fatto del tutto privato, come l'amore, come la morte.
E lei che, accorata, ricorda quell'alba che hanno visto insieme, e vorrebbe vederne un'altra, mano nella mano, e pensa alla fortuna di essersi conosiuti e - dopo, aggiunge, - di essersi amati. E' un pensiero straordinario, quel "di esserci conosciuti".
Straordinario. E toccante.

Sono piccole immagini straordinarie, quelle che Oscar qui, senza neanche la potenza delle immagini, solo sceneggiatura, per voce solo, evoca. Siamo di fronte ad un’opera che sfrutta appieno tutte le sue potenzialità. E dove il disegno non arriva – per scelta per esclusione ed evocazione del regista, per fretta di chiudere, per tempi ristretti di produzione -, ecco la potenza di poche, infinite, parole.
E le immagini finali, quel montaggio, quella scelta, davvero commovente nel metterli assieme, nel ricordarli assieme. Nel volerli rivedere assieme e pensarli così, anche quando, in effetti, non lo erano.

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Musiche di Yoshiki + la mia estate

di littlecorner.it (19/08/2008 - 02:04)

http://uk.youtube.com/watch?v=hKO_OJnQ2cY

Da Yoshiki, a cui sono state affidate le musiche del nuovo film…
L’ho beccata inseguendo i soliti ladri di file.

In questa pagina (mi pare che sul film dica le stesse cose di LadyHillary)
http://groups.msn.com/ElMundoDeLaCigarra/lapelicula2007.msnw
più esattamente, nella banda di sinistra, alla voce “New Movie Song”, si apre il link al testo
http://groups.msn.com/ElMundoDeLaCigarra/nuevacancin.msnw
e, da lì, quello a You Tube che ho riportato. La musica è quella che si sente in sottofondo alla presentazione Toei.

Mi scuso per l’assenza, ma quest’estate ferie revocate e super lavoro (l’ultima consegna a fine settembre per un impegno a cui tengo moltissimo), tra le altre cose anche questo sito, per un b&b molto bello, nelle cui illustrazioni ho reso un omaggio ai miei gatti
http://digilander.libero.it/gabbianellagatti/enter.htm

Questo invece è l'agriturismo di cui si occupa una cara amica e ci tengo a segnalarlo perché è molto suggestivo
http://www.lapolverosa.com/italiano/index.html

Scusate, ma ci tenevo :)))

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Nuovo fumetto

di littlecorner.it (19/08/2008 - 01:59)

Ecco qui l'ennesimo motivo di diatriba dei fan, magari di scontento per chi si era procurato la Perfect edition giappo a suon di Yen, con le sue tavole a colori... La nuova edizione, di cui si vociferava da un po', già crea sconcerto. In fondo, basta che se ne parli... e che... compriamo...

Ma non vi sembrano un po' rosa le facce delle cover? ^_-;

http://animeclick.lycos.it/notizia.php?id=18011
http://animeclick.lycos.it/notizia.php?id=19011

21 luglio 2008

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Duelli...

di littlecorner.it (01/05/2008 - 19:07)

È stato un caso… me lo sentivo? Pensavo all’episodio 20 e martedì mi ci sono imbattuta in tv.
Premetto che questa replica non ho potuto seguirla e che avevo visto solo la pubblicità, all’ora di pranzo, il lunedì che iniziava – su questo, apposito post –, per cui…
Il 20 è l’episodio che preferisco e rivederlo mi ha portato a ragionare su alcune tematiche ricorrenti nella Lady Oscar televisiva, che nel manga mancano.
Il topos del duello, per esempio.
Oscar e André ci vengono presentati nel corso di un duello-gioco-scontro-incontro verbale-talking fin dal primo episodio. Come ho avuto occasione di scrivere, in quell’episodio così disneyano non solo troviamo i nostri che per la prima volta vengono presentati combattendo tra di loro con le armi, ma, successivamente, che usano lo stesso metodo, semplicemente, mollando le lame per passare alle mani, come strumento di comunicazione. Comunicazione verbale e corporale. E mani che, da chiuse a pugno, si chiudono attorno alle dita dell’altra. In un breve, fugace tocco. Che dura un niente ed alimenta l’immaginario dal 1982.
In questa fase del cartone, a ben guardare, il topos del duello viene ampiamente ripetuto tra Oscar e André, proprio con la ragione di sottolineare sia la maggiore abilità di Oscar, sia la funzione calmierante di André, che, appunto, durante quegli *incontri*, porta Oscar ad una minore impulsività, a sbollire la rabbia.
Il duello è quindi, e ripetutamente qui, metafora tutta fisica del confronto verbale.
Ricordiamo André che sottolinea “Io non ho più una madre di cui occuparmi”, nel mentre blocca Oscar con la spada, sperando di portarla ad una decisione.
Neppure Rosalie viene risparmiata in questo tour de force.
Così, fino al fatidico 20.
Il 20 segna il limen. Il dialogo non è quasi più verbale, si fa tutto interiore. Si compone di sguardi, silenzi, gesti. Il pensato, le musiche. Ma André le cose più importanti che vorrebbe poter dire, ancora una volta, come nell’episodio 1, le tace.
E i duelli, la parte ripetitiva e rassicurante negli script degli episodi, cessano. Dal 20 in avanti lo schema si perde, forse anche per la necessità di correre verso la fine di quell’insuccesso di broadcasting che fu la Lady Oscar televisiva alla prima messa in onda in Giappone. Dai canonici 52 a 40 episodi, l’episodio bis (e fantasma quasi irreperibile) con il finale affrettato. E via al taglio. Non è dato sapere cosa fosse originariamente preventivato, cosa fu cambiato, ma l’affrettarsi verso la fine è evidente, sia pure con alcuni episodio chiaramente interlocutori in cui però il rapporto tra i nostri procede (uno per tutti il dialogo sul ponte in notturna tra Alain e André – disegnato malissimo – e la stretta della mano di André sul polso di Oscar al termine dell’episodio sull’inutile missione ad Aroncourt).
Fino all’ultimo duello.
Oscar e André sono ormai distanti.
André è ferito, deluso. Forse presagisce che continuare a nutrire quell’amore è una follia tutta sua a cui lui solo può dar un termine.
Oscar è innamorata, delusa.
“Non riesco a prendere bene le distanze”, quasi si giustifica, André, nel chiedere ad Oscar l’ultimo duello. L’ultimo scontro. Quello immediatamente precedente, per lui, ha rischiato di finire molto male. E sarà davvero, l’ultimo. Il divario che si è scavato nei lunghi anni (ma sono davvero tanti? No, lo sembrano perché non erano un tempo da cartone animato, ma nella vita vent’anni volano…) tra loro due pare simboleggiato da quell’ultimo duello, da André che non riesce più ad affrontarla.
E, infatti, in quel duello, tace.
Non più i loro scambi, non più la sua voce limpida che riprende Oscar, l’avvolge d’affetto.
Lame, spostamenti d’aria, rumore d’erba e passi. Giusto qualche grido, uno straccio di spiegazione. Ma non c’è più dialogo.
C’è solo quello sguardo, quasi vuoto, che lui, atterrato sulla fontana, incredulo le rivolge, senza forse vedere.
Metafora?
Forse.
Il nordico guastafeste interviene da par suo e non ci è dato sapere come sarebbe continuato tra i nostri (se qualcuno ha idee, mi dica, sono curiosa…).
Eppure, neanche allora, neanche in quel pozzo di silenzio, André pensa mai di mollare Oscar.
Dopo di allora, i duelli saranno quelli degli altri. André potrà solo provare ad intuirli, in una visione sfocata di pioggia.

Laura, 29 aprile 2008 - redazione per il blog I maggio 2008

P.S. E domani, 2 maggio, auguriamo buon compleanno al Grandier (e a mio nipote Alessandro Italo ^_-;)!!!

P.P.S. Mi ero persa la versione due sigle. -_-; Certo che l'eleganza di quella vecchia è evidente. E quella spuria, ut ita dicam, se col corredo delle immagini di montaggio con cui fu presentata era nel solito trend biscione, montata sulle bellissime immagini dell'opening... -_-; ;_; +_+;

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File stealing francese

di littlecorner.it (13/04/2008 - 01:03)

Sono veramente fastidiose queste francesi. Rubano a man bassa dai nostri lavori senza rispetto e ovviamente senza previo contatto. Tanto, chiedere il permesso è un optional. Meriterebbero oscurassero loro i siti: rubano il nostro tempo nel perseguirle ed il nostro lavoro che ci è costato tanta fatica e che abbiamo fatto per passione e non certo perché ci creasse tutti questi problemi!

Stavolta mi hanno segnalato
http://zipporah.free.fr/lady/manga_extraits.htm
 
http://zipporah.free.fr/lady/fan_art.htm
 
http://zipporah.free.fr/lady/Artwork/slides/Season's%20greetings.html

E qui ha fregato per fare le skins due disegni del calendario, uno di Elena, la notte del 12 luglio, uno mio Masquerade.

http://zipporah.free.fr/lady/skins_winamp.htm

Non ho parole di fronte a tanta ignoranza e maleducazione.
Mrs. Kodemari ha fatto bene a sottolineare il loro cattivo comportamento nell'intervista.


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Passeggini e marsupi pseudo-oscariani

di littlecorner.it (08/04/2008 - 18:12)

Come qualche tempo fa commentavano sul forum della Rodotà, in giro, tra tv e giornali, è tutto un proliferare di servizi su baby,  baby vip e vip e non genitori, oltre che degli annessi e connessi.
Non poteva mancare la rete due, che nell'edizione Costume e società del tg delle 13 presentava un servizio su, credo, una fiera ad hoc, in cui - ed è qui che la cosa ci tocca - passeggini e marsupi (I suppose) di una linea (credo elegante) black and white mostravano clamorosi ghirigori modello uniforme Lady Oscar, con tanto di fogliame tardo Impero (è noto, per ammissione della stessa Ikeda, che le uniformi sono quelle di qualche anno dopo...).
@_@;;;

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30 anni fa Goldrake

di littlecorner.it (04/04/2008 - 14:18)

Un bel servizio su Corriere TV
http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?filtro=Tutti&pagina=1&passo=4&uuid=f0edf0c2-020a-11dd-b2eb-00144f486ba6&navName=Ricerca&testoRicerca=goldrake

ricorda il trentennale della prima messa in onda italiana di Goldrake.
Che emozione, anche perché io ho solo le vecchie cassette, non ho potuto comprare né i dvd giapponesi, di cui mi sembrano bellissime le cover, né quelli nostrani, di cui comunque non mi hanno detto un gran bene.
E che emozione, perché io quel pomeriggio c'ero, e lo ricordo benissimo. Actarus piaceva anche a mia madre. Actarus romantico, impulsivo, introverso... Actarus che, fino all'arrivo della nostra (tale Oscar con corredo del Grandier...) è stato il mio preferito, fonte di dolore quando, il 6 maggio 1978, sabato, finì la prima serie; fonte di traumi, con quella benedetta cicatrice rossa (anche perché che lui ne guariva grazie al raggio sparatogli dall'amico Markus lo scoprii dopo, nei libri illustrati - l'episodio non era stato trasmesso), e con quel finale amaro di un ritorno-addio.
Actarus che entrava nel mio piccolo mondo, colorandolo. Fino ad allora avevo il disegno e il balletto e i cartoni che trasmettevano sulle reti che riuscivo a vedere non corrispondevano al mio modo di immaginare. Quella volta, invece, scoprii un mondo intero, molto più vicino al mio di quanto non avessi sperimentato prima. Avevo trovato qualcosa di vicino, finalmente, in quel 1978 in cui a scuola di ballo facevamo Il venditore di palloncini e per la prima volta il vestito non me lo cuciva mia nonna, perché suo fratello era stato male e non aveva avuto tempo, ma la sarta.
Sono contenta che ancora ci si ricordi di queste cose, che un giornale come il Corriere non dimentichi. E' una bella cosa, in un mondo in cui tante volte l'ingratitudine la fa da padrona e si corre sempre avanti senza guardarsi mai indietro.
P.S. Ai miei tempi i nemici erano i veghiani, non vegani - quelli sono un'altra cosa...

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Musica

di littlecorner.it (25/03/2008 - 22:06)

Quando iniziai il blog feci un post su una possibile auto per Oscar. A me piaceva la Opel Tigra, ce la vedevo. Fatto salvo che, ora, come commentavo con Luana, posso a ragion veduta dire che mai e poi mai la nostra ci sarebbe entrata - ci sto a malapena io... -, Paola mi propose un post su quale musica potesse ascoltare Oscar.
Io le dissi che mi piaceva l'idea e che l'avrei messo on line. Ecco, ora saldo il debito. Sono curiosa di sapere cosa ne pensate, cosa proponete, e vorrei ampliare la proposta a cosa ascoltano André ed anche Alain.

Colgo l'occasione per farvi di nuovo mille mille auguri di ogni bene :))) e per ringraziare chi ha scritto e chi mi ha mandato dolcissime soprese per posta. :))))

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Da Alessandra: segnalazione intervista a Mrs. Kodemari

di littlecorner.it (09/03/2008 - 11:37)

Alessandra, sempre molto attenta al web, mi ha segnalato, il 19 febbraio, un'intervista a Mrs Kodemari sul magazine on line Expatclick.
http://www.expatclic.com/eofi/article.php3?id_article=2204
Volevo inserirlo subito nel blog ma ho atteso il consenso delle autrici.
L'intervista è stata realizzata da Anne e Valérie.
Come nota Alessandra, dice alcune cose interessanti sia sul furto di file sia sulla possibilità di fare fanart, riguardo a questo io sapevo che la Ikeda le tollera, purché non separino Oscar e André... ^_-;

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File stealing

di littlecorner.it (18/02/2008 - 14:25)

http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=16455384

Questo video, che mi hanno segnalato, usa senza consenso immagini del sito, del Calendario e della doujinshi.
Ho perso più di un'ora per mettere insieme il materiale per la rimozione. ;_; Ne ho veramente le scatole piene di questa gente!

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Sorelle e fratelli minori

di littlecorner.it (16/02/2008 - 17:30)

Argomento dolente…
Stavo scrivendo su Christine e Kitchen quando mi è sorto un pensiero.

Sappiamo, da una delle Gaiden, che Oscar rischiava di ritrovarsi con un fratello minore tra le scatole. La Ikeda resta molto sospesa sulle reazioni, sia di Oscar sia di André, che, unico, si lascia sfuggire qualche parola. 
Ma io penso ad altro.

Un fratello, maschio, minore avrebbe significato, per la mentalità dell’epoca, che Oscar mollasse, non so quanto a cuor leggero e quanto giustamente, armi e bagagli il proprio posto, la propria carriera, tutto quello che era stata la sua vita per anni, a lui. Il maschio è maschio, si sa… -_-;
Resta che, stando al manga, di fronte alla scelta di cosa fare della propria vita, una volta dato l’addio al titolo (e pure al grado), Oscar sceglie di lottare, e, per di più, nell’unico modo che conosce. Continuando a fare, sia pure informalmente, senza cioè più titolo e grado, il proprio lavoro: il generale di brigata, il comandante di una compagnia.
Non so che avrebbe preteso il generale, il babbo.
Resta da chiedersi che ne sarebbe stato di Oscar, con le doti ormai disperse parsimoniosamente tra le sorelle e il resto del patrimonio, che altrimenti sarebbe andato a lei, ora destinato al nuovo arrivo. Sarebbe finita in miseria? L’avrebbero spedita in convento in una posizione defilata, che costa poco (meno che acquistare per la figlia l’incarico di badessa)? O, follia delle follie, le avrebbero trovato una bella parrochia da curato di campagna, con tanto di perpetua e prebenda, e sarebbe finita in abito (maschile) talare? ^_-; Povera lei e povero André – con la differenza, non così irrilevante, che da una tale messe di follie lui poteva fuggire, volendolo, eventualmente, lei un po’ meno.

Ma se Oscar avesse avuto una sorella minore?
Cosa sarebbe successo? Il generale avrebbe allevato anche lei come un uomo in modo da avere due alternative, un comodo ricambio ad Oscar qualora fosse riuscita male? Una sorella che vive tutta una vita da rimpiazzo, come Klopper il biodroide del principe Arlin in Daltanious e magari alla fine sclera (giustamente) anche un po’? O avrebbe intrapreso anche lei una carriera (minore) nelle armi, in attesa di dover sostituire tanta sorella (ammettiamolo, non era riuscita poi così male: semmai uno zinzino troppo autonoma di giudizio, povera stella – e sempre troppo tardivamente pentita)?
Domande legittime.
E Oscar, a sua volta, come si sarebbe comportata?
Come nei confronti di Rosalie, che, quando le capita a tiro, tratta in modo ambivalente, un po’ con un atteggiamento estremamente protettivo e materno, insegnandole, tutelandola, facendola ragionare (e molto più questo risalta dagli script originali che non dai nostri dialoghi, ammorbiditi), un po’ come se fosse la sua bambola, giocandoci a farla vestire come lei (da maschio), a farle fare le stesse cose che fa lei (duellare, studiare, passare le serate sola con André – ma non è gelosa???), salvo poi trattarla come una bambina quando Rosalie, che a lei si è affezionata, osa fare i capricci e vorrebbe stare più tempo con la persona verso la quale prova affetto e gratitudine?
Avrebbe visto la sorella come un pericolo alla sua carriera ed, in ultima analisi, alla libertà che “fare come un uomo” le conferiva, o, piuttosto, come lo strumento di liberazione, una liberazione tutta diversa, da una vita che le era stata imposta?
O, invece, avrebbe solidarizzato e l’avrebbe coperta e protetta, trovando in lei una complice, una sua eguale? Eguale anche per inusuale e straniante destino, quasi la via per una solitudine imposta ma forse meno pesante, sopportandone il fardello, il dolore, la tristezza in due? Condividendo quella vita?
E le due sorelle, avrebbero schiavizzato il povero Grandier schiantato da tanta grazia (a meno che la sorellina non fosse una ciofeca immonda…)?
E se lui si fosse innamorato dell’altra, della minore?

Sono tutti scenari che mi sembrano interessanti, che mi incuriosiscono. Mille possibilità. Chissà che non ci scriva su qualcosa… ^_-
Mi sembra chiara però una cosa: tutte speriamo che André abbia almeno una dozzina, se non di più, di fratelli, tutti almeno belli come lui!!! ^_-; ALMENO, eh?

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*Impossibile* intervista ad Oscar

di littlecorner.it (14/02/2008 - 16:49)

L'autrice, Ilaria Alessio, mi ha segnalato la sua Intervista impossibile a Lady Oscar su "Liberaeva" un magazine online

http://www.liberaeva.com:80/intervisteimpossibili/ladyoscar.htm

 

La segnalo, dunque, sul blog, ma è stata anche inserita, come piccolo aggiornamento (che troverete riportato anche in "Updates"), in "Around the Corner"

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Around/main_around.htm

 

 

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dvd - merchandising - riflessioni

di littlecorner.it (12/02/2008 - 14:28)

Ho visto in edicola l'ennesima riedizione de Agostini dvd, stavolta resa più accattivante dal cartone che riproduce il viso di Oscar by M. Himeno nell'ending, oltre che dal prezzo. A Natale a mio nipote ho regalato il I dvd Exa video, stessa edizione, solo cover rossa e prezzo di poco più alto. Probabilmente se io fossi il Grandier, mi sono detta, troverei piacevole acquistare il cartone a corredo del dvd, è un bel disegno (anche se il resto di quell'immagine, per quanto riguarda André, non mi piace molto, non lo rende al suo meglio, troppo sdolcinato), la vorrei un'immagine di Oscar così. Poi, fermi tutti, ho riflettuto. Perché mai il povero Grandier dovrebbe voler comprare un'icona di Oscar? E per di più condividere con una caterva di gente i suoi sentimenti? Non sarà stato geloso? O, magari, porello, la subisce tutti i santi giorni e non ne può più... E, insomma, da lì, mi sono messa a riflettere che, al di là del fatto che si tratta di personaggi di carta, in effetti la popolarità è una bella rogna. Al povero sarebbe toccato dividere la sua musa con tutti e pazientare pure... -_-; Pensate: lo specchietto, il cestino per la merenda, la valigetta dei trucchi (Oscar truccata è un controsenso, ma tant'è), le pantofoline, il bicchiere, non so se la carta igienica (ma poco ci manca: pensate l'imbarazzo, nel bagno di casa, a... come dire, farne il debito uso sapendo che si tratta della faccia di lei... #_# Al limite il nostro potrebbe aver gradito quelle di Giro e di Fersen, che so, magari del generale...), le bamboline (ricordo lo scorno di alcuni attori di LOTR di fronte alle loro action figure) e tutto quello che con le suddette si può combinare (qualcuno ricorderà un raccapricciante video della vecchia sigla di LO, immagino, e i commentacci che girarono). Ci vuole una santa pazienza, ammettiamolo, mista ad una buona dose di autoironia. E in più i nostri due meschini non ci guadagnerebbero niente, se esistessero... LOL

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Oscar a Milano

di littlecorner.it (08/02/2008 - 16:25)

http://www.repubblica.it/2003/l/sezioni/weekend/weekendarticoli/fumetti-milano/fumetti-milano.html

Dalla sezione Week in di Repubblica on line www.repubblica.it

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Memory

di littlecorner.it (07/02/2008 - 20:11)

"Cats" non è, dal mio punto di ascolto, un musical che inanelli brani memorabili uno dopo l'altro, ma certo per una che ama la danza e osserva avidamente ogni coreografia e passo è notevole. Memory è da più di vent'anni una delle canzoni che mi piacciono di più, così, ritrovare una versione "dieci anni dopo", con la stessa protagonista dei miei vecchi lp è qualcosa che mi colpisce. Sarà il periodo un po' particolare, quello che sta succedendo, sarà la mia malinconia latina, ma quando ho sentito Elaine Page cantare Memory, Grizabella la vecchia gatta malconcia, mi sono commossa. Ho visto veramente nei suoi occhi il dolore del rimpianto, delle cose perdute, il non riuscire più a fare, ad essere, a ritornare indietro, a se stessi.
Piccola curiosità. Parecchio tempo fa mi sono goduta la trilogia di Bartimeus di Jonathan Stroud, che a me è sembrata la parodia, perlomeno all'inizio, di Harry Potter. Ebbene, quando, ad un certo punto, si descrive l'artista più famoso e acclamato, autore delle opere più osannate, a me è parsa la parodia di Andrew Lloyd Webber. ^_-; E Bartimeus, sarcastico, ironico, impertinente, mi ricordava Alain... °_°;

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Almeno essere umano

di littlecorner.it (31/01/2008 - 10:18)

Scusatemi lo sfogo.
Perché questo è uno sfogo.
E una spiegazione. Anche se non una giustificazione.
Da novembre 2006 ho avuto un periodo difficilissimo.
Un contro-transfert che non sono riuscita a gestire, con sensi di colpa tremendi nello stare vicina ad un'amica che non stava bene. Problemi di salute conseguenti.
Da gennaio a giugno, traslochi di lavoro, che ho dovuto gestire io.
Lavori in casa, con mio fratello che veniva ad abitare al piano sotto al mio e polvere, calcinacci, rotture, con la differenza che casa sua era grezza e tutta da fare, la mia abitata da anni, e solo da danneggiare. Nessuna cura nel fare i lavori, nell'alleviarci quel minimo di difficoltà. La tensione, il ritrovare la casa devastata, il trovare le proprie cose rubate, violate. Il rapporto a livello umano, tutto molto triste. Una grande tensione.
Portare comunque avanti il lavoro e gli articoli che stavo scrivendo, e chiudere il fumetto.
Poi, l'estate. Il crollo dopo il matrimonio di mio fratello.
Avevo disturbi da quando era stata male mia madre, il mio medico mi ha consigliato un esame molto pesante e rischioso, ma non sono stata correttamente e tempestivamente informata attorno alla procedura preliminare né sulle possibili conseguenze, cosicché, sapete com'è la sanità italiana, ho avuto un sacco di problemi sia di alimentazione, sia ad apparati che con quell'esame non avevano niente a che fare - problemi che in parte ancora ho, dopo sei mesi. Da 37 kg ero arrivata a 33 e, non potendo mangiare parecchie cose e dovendo tenere controllate le analisi, non sono riuscita a recuperarli. Mi ero molto demoralizzata, perché non vedevo la luce. Prima stavo bene, ora ero piena di disturbi dovuti a quell'esame. Ero spaventata, era come se non funzionassi più come prima.
Ho dovuto riprendere in mano la mia vita, me stessa, il mio spazio, la mia casa, e tempo per pensare al sito non c'era. E comunque mi tenevo in contatto col blog.
Non solo. Il posto in cui vivo, già dalla primavera, non veniva rifornito d'acqua la sera dalle 23, causa siccità. Da maggio la fornitura era chiusa dalle 21. La situazione non era facile e già a fine luglio la vallata era stata interessata da un brutto incedio.
Non è bastato l'allarme, e a fine agosto sono divampati gli incendi che hanno devastato le colline attorno casa mia. Ho visto le fiamme a pochi metri dalla mia stanza. Sono uscita di casa con una valigia, il pc ed il gatto, pensando di non rientrarci più.
Per una persona, che stava cercando di riprendere le forze, non è il massimo.
E' andata bene, siamo tornati a casa, ma io ero stravolta. Ne succedeva una dietro l'altra e non trovavo le forze di rimettermi a lottare. Ho avuto bisogno di guardare dentro me stessa e le mie paure. Prendermi il lusso di tempo per me, per ragionare con me stessa.
Nel frattempo la situazione era molto stressante e appena trovavo un po' di pace capitavano cose molto pesanti per me con mio fratello, che ha un carattere completamente diverso dal mio e mi metteva in crisi. Altro stress, il fisico che stentava a riprendersi.
E l'alluvione, in autunno, l'acqua al piano terra della casa, il gran casino. Altri litigi, ovviamente.
Nessuna comprensione per come stavo. L'update nell'autunno.
E io ero spaventata, perché vedevo il mio corpo reagire diversamente da prima. Due dietisti inqualificabili del locale ospedale che, invece di darmi consigli di alimentazione e rassicurarmi, hanno tentato di terrorizzarmi e pretendevano di inserirmi in un programma di alimentazione controllata perché le mie misure non rientravano nelle loro tabelle. Come se un essere umano fosse una tabella. Come se mi avessero conosciuto prima...
Come si fa a pensare ad un sito quando si sta così, quando cerchi con tutte le forze di tirarti su, rialzarti, ma succedono cose che ti ripiombano giù e trovi persone che ti creano problemi?
Ecco perché non ero in grado di seguire il sito.
C'erano anche pochi materiali inviati, a parte i miei. Ma coi miei avrei potuto andare avanti ancora. Era solo che AVEVO BISOGNO di raccogliere le forze attorno a me stessa, di proteggermi. Di guardare dentro me stessa e affrontare cose che erano lì, da anni. Ho sperato che chi mi aveva seguito per anni potesse comprendere. E d'altronde mi capitava che le persone chiedessero dell'update e poi, una volta fatto, non si facessero più vive, quindi, ho pensato che quello che dovevo fare era tutelare me stessa, fare quello che davvero mi sentivo, e non pormi il problema di tempi o cosa. Chi voleva, avrebbe capito la situazione, gli altri...
Buon ultimo è arrivato il mese senza acqua, grazie alle rotture delle tubature vetuste dell'acquedotto che serve la nostra zona. Altro stress, altri litigi addirittura sull'accensione dell'autoclave - messo apposta in previsione di situazioni simili... Piccola considerazione a latere: paghiamo una delle ICI e le tasse regionali più alte d'Italia, ma non capisco proprio perché, visto che non abbiamo servizi ed i nostri amministratori locali sono quello che sono. Peccato li rieleggano. Peccato che cambia la casacca ma nelle poltrone sono sempre loro.
Comunque, sono queste le ragioni per cui ero assente. A qualcuno che aveva scritto in pvt avevo più o meno brevemente accennato, solo, ecco, non mi pare giusto, anche se me lo aspettavo, trovarmi colpevolizzata o abbandonata da gente che pensa che il mio sito sia solo una vetrina di cui approfittare, in cui fare bella mostra di sé e non capisce quanto lavoro ci sia dietro, quanto investimento emotivo e di tempo materiale, quanto di me, di ognuno di quelli che negli anni ha partecipato, ci sia. Che se creiamo qualcosa lo facciamo per noi stessi, e non per una competizione, per pubblicarlo prima di altri, per sentirsi dire bravi (da quali giudici, poi... -_-;), per leggere di noi sui forum. E che dietro non siamo macchinette da produzione, con un premio di produttività, ma esseri umani, con tutto il loro vissuto. Anche nei momenti più duri.
At least, human being (Neon Genesis Evangelion).

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Torna Montalbano (nuovo)

di littlecorner.it (20/01/2008 - 23:11)

http://www.film.it/articoli/2007/10/16/luca-zingaretti.1502339.php

Una bella notizia!!! Dopo tanta roba vergognosamente inguardabile, almeno un prodotto di qualità. :) Non vedo l'ora!
Tra i libri, resta tra i miei preferiti "La prima indagine di Montalbano", un racconto che rileggo spesso. Adoro le immagini che evoca, quel Montalbano più giovane che "riconosce" la casa che sarà sua...
Nel frattempo sul versante libri più nuovi mi sono goduta i gialli greci di Petros Markaris e quelli turchi di Jason Goodwin.

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da Sonia: Phantom - Oscar

di littlecorner.it (19/01/2008 - 11:42)

Da Sonia, che ringrazio molto - mi è sembrato interessante e le ho chiesto di poterlo postare a nome suo.

Sono andata a teatro per vedere Phantom of the Opera.
Mi sono trovata a pensare a... vuoi ridere? A Lady Oscar!
Non conosco il romanzo originale di Leroux, che cercherò di procurarmi, ma solo il musical che però è del 1986 se non sbaglio.
Quando Raoul dichiara il suo amore a Christine, mi ha ricordato molto  Giro nel manga che corteggia Oscar
Il conte lungochiomato dice
"perché volgete le spalle a un camino acceso e ai dolci turbamenti d'amore? [...] se accetterete questo mio cuore esso sarà sempre lì per voi sola, pronto a tenervi lontana dall'errore... Vi prego, provate ad affidare a me la tristezza che vi opprime l'anima... il dolore che vi grava sulle spalle... accettate questo mio cuore, e affidate a me il vostro dolore, la vostra tristezza, le vostre lacrime..."

Roul invece dice
'No more talk of darkness,Forget these wide-eyed fears.
I'm here,nothing can harm you - my words will warm and calm you.
[...] I'm here, with you, beside you,to guard you  and to guide you...

Forse entrambi gli autori, la Ikeda e il paroliere di POTO, si sono ispirati a uno stereotipo comune. O forse allo stereotipo sono i due tipi di amore, e anche due diverse visioni della donna? Mi sembra che anche Fiammetta ne abbia accennato in "Farsa".
Nel senso, andando per estremi non maturi, c'è l'amore passione cieca e totalizzante e c'è quello tiepido e misurato, borghese direi, fatto per convolare a giuste nozze.
Ma anche una certa visione della donna, come bisognosa di sicurezza e "ovviamente" sventata  se sceglie il sentiero delle passioni non incanalabili da ragione e convenzioni.
Meno male che la nostra Oscar non era quel tipo di donna:))

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Catriona, what has become of you?

di littlecorner.it (08/01/2008 - 20:20)

Citando dai Pink Floyd... se non avessi saputo che era nel cast e che tipo di personaggio interpretava, non l'avrei certo riconosciuta, in "Un'ottima annata"... non ho parole, non è facile rintracciare i lineamenti che conoscevo e che ho provato a disegnare tante volte (fu a causa sua che iniziai, a tredici anni, a pormi il problema di disegnare più realistico), dirsi "è lei". Poi, qualcosa, nel volto, nelle espressioni, ho immaginato di ritrovare. E stasera, provando gli attitude e gli arabesque, continuavo a ripensare alle sue foto in epoca Lady Oscar, quelle da ballerina, e il magone è andato alle stelle, complice la situazione a contorno e la mia naturale predisposizione.
Stasera me lo rivedo per la terza volta e mezzo. Perché mi sono piaciute la fotografia, le ambientazioni, i toni, i colori, gli interni della casa, gli arredi, soprattutto tavoli e sedie da esterni, del bar della ragazza... perché, neanche a farlo apposta, mi ero regalata un libro sulle case di campagna, zeppo di foto di tipo mio, toni caldi, lavanda, legno sbiancato. E sarà questa strana nostalgia, la mia malinconia latina, temperata però dalla comica impagabile di sorbirsi il gladiatorone sulla mitica nanomacchina, la Smart gialla, e il cagnolotto partecipativo.

P.S. non dipendono da me i problemi nel postare commenti al blog. Anche io, per riuscire a postare, devo bypassare una serie di robe pubblicitarie incredibili... sarà che siamo in fase di reminder rinnovo abbonamento e tutto è reso più arduo... ;_;

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Rivivere

di littlecorner.it (06/01/2008 - 01:29)

Che emozione ritrovare Andrea Parodi, proprio con Hotel Supramonte, nella replica del concerto omaggio a de André tenuto il 20 maggio 2005 (e di cui conservo annosa vhs). Parodi, dei Tazenda ma non solo, mancò nell'ottobre dell'anno successivo. Una interpretazione bella e commovente, malinconica. Un brivido.

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Changing patterns

di littlecorner.it (24/12/2007 - 12:46)

La vita scorre, la lasciamo indietro, a volte con rimpianto, a volte con sollievo, a volte con quel senso di sorpresa stranita che l’ovvio fa. Scorre e scorrono i rapporti.
Mi è capitato di persone letteralmente sparite dalla mia vita, senza una spiegazione, un perché. E non fa bene. Per fortuna non erano il mio compagno. Erano amiche. Ma non fa meno male.
Posso capirle a posteriori, la stanchezza per un sito, il bisogno di trovare meglio se stesse o di non sentir più parlare di determinate cose o di determinate persone. Fa male lo stesso, anche se si comprende. Forse, un saluto, una spiegazione avrebbero reso tutto meno inconcepibile.
Per questo penso, a volte, a quando Oscar ha tentato di sradicare sé dalla vita di André – più ancora, nella sceneggiatura originale, che strappare lui dalla sua, di vita. Cosa orrenda per entrambi, per lui che la subiva (per una volta tanto non passivo!!! EVVAI!), ma altrettanto per lei che quella decisione, soffertissima, doveva averla maturata.
E così, bisogna imparare a lasciar andare, a cambiare gli schemi, ad allonarsi emotivamente. A far posto per altro, chissà, qualcosa il futuro riserva.
A me ha riservato persone che, coi loro pensieri gentili, con le loro cure, scaldano il cuore e rendono speciali i momenti della vita.
A loro, che in questo periodo hanno avuto un pensiero per me, che io, curiosa ed entusiasta come una bambina, sono corsa a scartare, e ho toccato, accarezzato, annusato, vorrei dare un abbraccio e un grazie speciale. Perché mi danno forza.
Così, io ringrazio per tutto, sfratto compreso!!! ^_-; E prometto, appena riesco e mi sento, qualcosa
anche io!

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Actarus a sorpresa

di littlecorner.it (22/12/2007 - 00:15)

http://libreria.rinascita.it/4DLink/4DAction/MostraScheda?codice=978888237137&IDLibreria=rinap&Pagina=rinap/scheda.htm

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